Acustica - 1767

RICCATI, Giordano (1709-1790). Delle Corde ovvero fibre elastiche schediasmi fisico-matematici del conte Giordano Riccati nobile Trevigiano. Bologna, Nella Stamperia di San Tommaso d’Aquino, 1767.

 

PRIMA EDIZIONE di questo importante studio fisico-matematico sulla vibrazione della corda e la propagazione del suono, il primo a definire le leggi di una membrana vibrante.

L’opera si compone di otto Schediasmi e cinque Dissertazioni. I primi sono dedicati allo studio del rapporto fra la distensione di una corda e la forza da essa rilasciata e all’analisi della compressione dell’aria e della frequenza delle vibrazioni generate da uno strumento artificiale, come uno strumento musicale, e di quelle generate da un mezzo naturale.

Le cinque dissertazioni riguardano invece la propagazione del suono. In particolare le prime due trattano della propagazione del suono per linee o raggi che partono dal corpo sonoro, la prima considerando che la vibrazione rimarrà costante lungo il raggio, la seconda che la vibrazione diminuirà allontanandosi dalla sorgente del suono. La terza riguarda la propagazione del suono per settori sferici. Nella quarta dissertazione viene esaminata la formula di L. Euler che determina la velocità della propagazione del suono nell’aria. La quinta dissertazione, infine, prende in considerazione l’ipotesi, avanzata da Paolo Frisi, che la vibrazione si propaghi nell’aria con un movimento ondulatorio, in cui le molecole d’aria si attivano vicendevolmente ad ondate, in contrasto con la nozione universalmente accettata secondo la quale tutto il volume d’aria sarebbe messo in moto simultaneamente dal suono iniziale. Giordano Riccati nacque a Castelfranco Veneto da Jacopo Francesco Riccati, illustre matematico che gli impartì i primi rudimenti della disciplina. Anche il fratello Vincenzo fu uno dei maggiori matematici italiani del tempo.

Giordano ricevette la propria istruzione presso il Collegio dei Gesuiti di Bologna. Laureatosi in legge a Padova nel 1731, si trasferì a Treviso, dove si dedicò alle sue discipline preferite, il disegno, la musica e le scienze esatte. Ebbe così modo di indagare le relazioni fra arte e scienza. Si occupò anche di architettura, essendo incaricato del progetto della facciata di alcune chiese di Treviso. Morì nel 1790.

 

Descrizione fisica. Un volume in 4to di pp. XXIV, 246, (2). Con 7 tavole incise in rame ripiegate fuori testo e 1 tabella ripiegata fuori testo posta tra le pp. 26 e 27. Frontespizio stampato in rosso e nero con al centro una vignetta calcografica raffigurante alcuni strumenti scientifici.

F. Govi, I classici che hanno fatto l'Italia, Milano, Regnani, 2010