Gli scenari della Commedia dell’Arte - 1611

SCALA, Flaminio (m. 1620 ca.). Il teatro delle favole rappresentative, overo la ricreatione comica, boscareccia, e tragica: divisa in cinquanta giornate. Venezia, Giovanni Battista Pulciani, 1611.

 

PRIMA EDIZIONE di questa opera capitale per la conoscenza della Commedia dell’Arte. Si tratta infatti della più ricca raccolta a stampa di scenari teatrali, che, concepiti per la recitazione “a soggetto”, costituivano il canovaccio sul quale gli attori eseguivano le loro improvvisazioni e variazioni recitative. Benché le giornate in cui l’opera è suddivisa siano cinquanta, i testi teatrali riportati, tutti composti e interpretati dall’autore nel corso della sua lunga e fortunata carriera, sono quarantotto: tra questi figurano per lo più commedie, ma anche una tragedia, un’heroica ed una pastorale.

Il Teatro delle favole rappresentative è stato utilizzato per lungo tempo come testo fondamentale per attingere argomenti scenici da riproporre e rielaborare. Esso rappresenta l’unica raccolta di questo genere data alle stampe da un attore. Scala offre una visione a tutto tondo degli spettacoli, descrivendo le maschere, le trame, i lazzi e i personaggi.

Benché egli non nomini mai espressamente i propri colleghi, trattandosi di scenari realmente recitati dai più celebri attori dell’epoca, è facile risalire dalle parti ai nomi dei grandi comici che abitualmente le impersonavano: Capitan Spavento è Francesco Andreini, Arlecchino è Tristano Martinelli, Pedrolino è il famoso Zanni Giovanni Pellesini, e così via.

Flaminio Scala, di nobile famiglia, ma di oscuri natali (di lui s’ignorano sia il luogo che la data di nascita), fu letterato ed attore comico. Recitò prevalentemente con il nome di Flavio nel ruolo di innamorato. Fu amico di Isabella e Francesco Andreini della Compagnia dei Gelosi e lavorò anche con la Compagnia dei Desiosi (1597) e con quella degli Accesi (1600-1601).

Nel 1606 recitò alla corte di Mantova. Nel 1611 assunse la direzione della Compagnia dei Confidenti, che era al servizio di Don Giovanni de’ Medici. Nel 1619 pubblicò la commedia Il Finto marito. Intorno al 1620 fu attivo soprattutto a Venezia. Dopo quella data si perde di lui ogni traccia. Dubbia è la notizia che Scala nel 1577 abbia ottenuto da Enrico III il permesso di aprire un teatro stabile a Parigi.

 

Descrizione fisica. Un volume in 4to di cc. (8), 160. Sul titolo grande stemma calcografico del dedicatario dell’opera, il conte Ferdinando Riario, marchese di Castiglione di Val d’Orcia.

F. Govi, I classici che hanno fatto l'Italia, Milano, Regnani, 2010