I Patti lateranensi - 1929

MUSSOLINI, Benito (1883-1945)-PIO XI (Achille Ratti, 1857-1939). Trattato e concordato fra la Santa Sede e l’Italia ed allegati e disposizioni relative: sottoscritte in Roma nel Palazzo del Laterano l’11 febbraio 1929 VII ed approvati con Legge 27 maggio 1929 VII, nr. 810. Roma, Istituto poligrafico dello Stato, 1929.

 

PRIMA EDIZIONE del testo dei celebri Patti Lateranensi stipulati fra il Regno d’Italia e la Chiesa Cattolica l’11 febbraio del 1929 in San Giovanni in Laterano, che risolsero definitivamente la così detta “Questione romana”, apertasi di fatto dopo la breccia di Porta Pia e l’annessione italiana di Roma.

Gli accordi, negoziati tra il cardinale Pietro Gasparri, segretario di stato, per conto di Pio XI, e Benito Mussolini, primo ministro italiano, comprendono in realtà due distinti documenti: il Trattato che, con il riconoscimento della sovranità della Santa Sede, sanciva la fondazione dello stato vaticano, ne delimitava i confini e stabiliva la convenzione finanziaria con il relativo risarcimento dato dall’Italia ai papi per la perdita del loro potere temporale; e il Concordato che definiva le relazioni civili e religiose tra lo stato italiano e la Chiesa.

I Patti lateranensi ebbero un’enorme impatto sulla vita nazionale. Tra le altre cose, essi riconobbero la religione cattolica come religione di stato, con importanti conseguenze sul sistema dell’istruzione scolastica, e riformarono le leggi relative al matrimonio e al divorzio.

I Patti, inseriti nel 1947 nella Costituzione italiana, furono riformati nel 1984 da Bettino Craxi, con l’introduzione del finanziamento alla Chiesa attraverso l’otto per mille.

Benito Mussolini, romagnolo di Predappio, cominciò la sua carriera politica all’interno del Partito Socialista Italiano, di cui divenne uno dei maggiori esponenti. Nel 1912 fu nominato direttore del quotidiano del partito, l’ “Avanti!”. Contrario alla guerra di Libia, allo scoppio nel 1914 della prima guerra mondiale, egli si dichiarò a favore dell’intervento italiano nel conflitto, in aperto contrasto con la linea del partito. Dimessosi dall’ “Avanti!” ed espulso dal PSI, fondò “Il Popolo d’Italia”, dalle cui colonne sostenne la posizione interventista.

Nel 1919 fondò i Fasci Italiani di Combattimento, poi trasformati nel 1921 nel Partito Nazionale Fascista. Sostenuto da una parte della piccola borghesia e dai grandi industriali e latifondisti, che appoggiarono la sua azione politica nazionalista e autoritaria, Mussolini decise di puntare al potere con drastiche azioni di forza. Il 28 ottobre del 1922 con la Marcia su Roma, egli ottenne l’incarico di costituire un nuovo governo. Dopo le elezioni politiche dell’aprile del ‘24 e l’omicidio di Giacomo Matteotti, che ne aveva contestato i risultati, egli ruppe ogni indugio e nel gennaio del ‘25 instaurò la dittatura. Negli anni successivi consolidò il regime attraverso l’azione squadrista del partito.

Negli anni trenta Mussolini conquistò l’Etiopia, causando l’isolamento internazionale dell’Italia, diede il proprio sostegno a Franco nella guerra civile spagnola, approvò le leggi razziali e si avvicinò alla Germania nazista di Hitler, l’alleanza con il quale fu sancita definitivamente con il Patto d’Acciaio del 1939.

Nel 1940, illudendosi di una facile vittoria delle Forze dell’Asse, entrò in guerra al fianco della Germania. Nei tre anni successivi le ripetute disfatte subite dall’esercito italiano indebolirono il prestigio e il potere di Mussolini. Messo in minoranza nel suo stesso partito, il 25 luglio del 1943 fu arrestato per ordine del re e condotto in un albergo rifugio a Campo Imperatore nei pressi del Gran Sasso. Liberato poco dopo dai Tedeschi, instaurò nel Nord Italia la Repubblica Sociale Italiana con sede a Salò, aprendo di fatto il capitolo della guerra civile e della resistenza. Il 28 aprile del 1945, mentre cercava di fuggire, fu scoperto e catturato dai partigiani, che lo fucilarono insieme con la sua amante Claretta Petacci.

 

Descrizione fisica. Un volume in 16mo di pp. 53. Con 22 tavole fuori testo ripiegate (piante del Vaticano). Estratto dalla “Gazzetta Uffciale” del 5 giugno 1929, nr. 130 straordinario, pp. 1166-1218.

F. Govi, I classici che hanno fatto l'Italia, Milano, Regnani, 2010