Il maggior orientalista italiano del Novecento - 1932-1941

TUCCI, Giuseppe (1894-1984). IndoTibetica. Roma, Reale Accademia d’Italia, 1932-1941.

 

PRIMA EDIZIONE di questo vero e proprio monumento eretto alla cultura tibetana da parte di uno dei maggiori orientalisti di tutti i tempi.

L’opera è il risultato dei primi sette viaggi compiuti da Tucci in Tibet e Nepal a partire dal 1929. L’importanza scientifica di queste spedizioni per la conoscenza della cultura e dell’arte tibetana è straordinaria: Tucci discute molteplici aspetti della cultura locale, con speciale riferimento al Buddhismo; fotografa monumenti, pitture murali e sculture (le sue fotografie sono spesso l’unico documento sopravvissuto di molti di essi); raccoglie e riproduce manoscritti sanscriti, che non erano più letti dai Tibetani, ma gelosamente custoditi come reliquie.

Giuseppe Tucci, originario di Macerata, dopo aver combattuto nella prima guerra mondiale, si laureò in Lettere presso l’Università di Roma nel 1919. Tra il 1925 e il 1930 risiedé in India, insegnando cinese e italiano presso le Università di Shantiniketan e di Calcutta. Nel 1929 fu nominato Accademico d’Italia e nel novembre 1930 venne chiamato alla cattedra di Lingua e letteratura cinese all’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Nel 1932 passò a Roma in qualità di professore ordinario di Religioni e filosofia dell’India e dell’Estremo Oriente. Nel 1970, prima di ritirarsi, fu nominato professore emerito.

Dal 1929 al 1954 compì otto spedizioni in Tibet e sei in Nepal. Fra il ‘55 e il ‘78 promosse varie campagne di scavo in Pakistan, Afghanistan ed Iran.

Fondatore (dal 1933) e presidente (dal 1947 al 1978) dell’Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente, diresse vari periodici e scrisse numerose opere scientifiche, non solamente rivolte a lettori specialisti. Morì presso Tivoli il 5 aprile del 1984.

 

Descrizione fisica. Quattro volumi in sette tomi in 8vo. Vol. I (1932): Mc’od rten e ts’a ts’a nel Tibet indiano ed occidentale: contributo allo studio dell’arte religiosa tibetana e del suo significato, pp. IV, 158 e XLIII tavole; Vol. II (1933): Rin c’en bzan po e la rinascita del buddhismo nel Tibet intorno al Mille, pp. 101 e 1 carta geografica; Vol. III (I templi del Tibet occidentale e il loro simbolismo artistico), Parte I (1935): Spiti e Kunavar, pp. 219 e 91 tavole; Vol. III, Parte II (1936): Tsaparang, pp. 210 e 152 tavole; Vol. IV (Gyantse ed i suoi monasteri), Parte I (1941): Descrizione generale dei tempi [sic], pp. 302 e 8 carte geografiche ripiegate; Vol. IV, Parte III (1941): Iscrizioni: testo e traduzione, pp. 330; Vol. IV, Parte III (1941): Tavole, cc. 101 di illustrazioni.

F. Govi, I classici che hanno fatto l'Italia, Milano, Regnani, 2010