Il maggior semplicista italiano del Cinquecento - 1561

SQUALERMO, Luigi detto Anguillara (1512-1570). Semplici dell’eccellente M. Luigi Anguillara, liquali in piu Pareri à diversi nobili huomini scritti appaiono, et nuovamente da M. Giovanni Marinello mandati in luce. Venezia, Vincenzo Valgrisi, 1561.

 

PRIMA EDIZIONE, stampata per le cure di Giovanni Marinelli, dell’unica opera pubblicata di Luigi Squalermo, uno dei maggiori botanici e “semplicisti“ italiani del Rinascimento. Caspar Bauhin la rieditò in traduzione latina a Basilea nel 1593, accompagnandola con le sue annotazioni.

Il volume comprende quattordici Pareri scritti in forma di lettera tra il 1549 e il 1560 e indirizzati a diverse personalità italiane e straniere. Nella dedica a Giovanni Antonio Secchi, Marinelli riferisce di aver faticosamente riunito tredici Pareri dopo averli ottenuti direttamente dai destinatari, con l’aggiunta di quello a lui personalmente indirizzato. Prima di pubblicarli aveva chiesto l’autorizzazione dell’autore, il quale, come in precedenza si era disposto a scrivere solamente per compiacere la curiosità di chi richiedeva il suo parere, così anche in questo caso non aveva mostrato nessun tipo di opposizione. L’Anguillara fa parte infatti di quella schiera di scienziati pratici che dedicano tutta la loro vita allo ricerca (egli stesso ricorda le fatiche sopportate durante i lunghissimi ed estenuanti viaggi, molti dei quali compiuti in territori soggetti alla dominazione turca; viaggi che per di più egli si autofinanziava) e, in essa completamente assorbiti, non si curano che le proprie scoperte vengano divulgate e arrechino loro fama e ricchezza.

Nell’opera sono trattate all’incirca millecinquecento piante: di ognuna si descrivono le caratteristiche fisiche e l’habitat, si fornisce il nome classico seguito dai vari sinonimi dialettali, si elencano le proprietà medicinali ed alimentari, e, cosa di estremo interesse, si specifica il luogo geografico preciso dove la pianta è stata vista dall’autore. Lo scrupolo descrittivo di quest’ultimo ha permesso di identificare la maggior parte delle piante citate nel volume, cosicché i Semplici rimangono a tutt’oggi un’importante fonte per la storia della botanica, in particolare per la nomenclatura.

Luigi Squalermo, detto l’ “Anguillara” dal nome del suo paese natale, Anguillara Sabazia in provincia di Roma, fu il primo prefetto dell’orto botanico di Padova, fondato da Francesco Bonafede nel 1545 e considerato il primo in assoluto in Europa (anche se vi è chi ritiene precedente quello pisano, promosso dal maestro dell’Anguillara, Luca Ghini).

A Padova egli coltivò personalmente non meno di milleottocento piante. Fortemente interessato alla farmacologia e alla identificazione delle piante medicinali descritte da Dioscoride, viaggiò a lungo, percorrendo tutte le coste del Mediterraneo (Italia, Francia, isole greche, Dalmazia, Aleppo, Tunisi). Ebbe così la possibilità di identificare per la prima volta alcune piante del canone classico di Dioscoride e di scoprirne numerose nuove. Essendosi permesso di criticare alcuni passi dei Commentari del Mattioli, negli ultimi anni questi lo fece allontanare dall’orto botanico padovano.

 

Descrizione fisica. Un volume in 8vo di pp. 304, (32). Con la marca tipografica sul titolo e due figure in legno a piena pagina nel testo: Chameleonte nero di Dioscoride (p. 140) e Semprevivo maggiore (p. 277).

F. Govi, I classici che hanno fatto l'Italia, Milano, Regnani, 2010