Il maggior successo editoriale dell’Italia Unita - 1886

DE AMICIS, Edmondo (1846-1908). Cuore libro per i ragazzi. Milano, Fratelli Treves, 1886.

 

PRIMA EDIZIONE. Emilio Treves, triestino di origine ebraica, fu, insieme a Sonzogno, il primo grande editore italiano su scala industriale. Dopo la creazione dello stato italiano e il conseguente abbattimento delle barriere doganali che fino ad allora avevano impedito un libero commercio librario lungo la penisola, i lenti ma progressivi processi di unificazione nazionale e di alfabetizzazione della popolazione italiana portarono ad una vera e propria esplosione dell’editoria. Milano ne era la capitale. Treves, che si rivolgeva ad un pubblico più colto rispetto a quello più popolare di Sonzogno, costruì un piccolo impero, in cui il successo dei libri e delle collane editoriali era supportato da un uso sapiente della pubblicità e delle recensioni nelle numerose riviste che lo stesso editore pubblicava. Tra queste la più importante era sicuramente l’ “Illustrazione Universale”, poi divenuta l’ “Illustrazione italiana”, su cui scrivevano autori del calibro di G. Verga, G. Gozzano, G. Carducci, G. Pascoli, G. Deledda, M. Serao, A. Fogazzaro e G. D’Annunzio.

Edmondo De Amicis, ufficiale originario di Oneglia che aveva combattuto nell’ultima guerra d’indipendenza, fu una delle scoperte di Treves. Dopo le prime pubblicazioni, prevalentemente raffinati resoconti di viaggio che uscivano prima a puntate sulle riviste e poi venivano raccolti in volume, nel 1878 De Amicis espose al suo editore il progetto di un nuovo romanzo, diverso dai precedenti, che avrebbe dovuto intitolarsi Cuore. Un Treves entusiasta cominciò da subito a promuovere il futuro libro, suscitando la curiosità del pubblico con ripetuti annunci circa la sua imminente uscita.

De Amicis, a cui probabilmente non era ancora ben chiaro come sviluppare il progetto, fu però colto da mille esitazioni. Dopo alcuni anni contrassegnati da discussioni, rimproveri e solleciti, De Amicis produsse finalmente un romanzo, che non volle tuttavia chiamare Cuore, bensì Gli Amici. Con poca convinzione Treves lo pubblicò nel 1883 in due volumi. Ebbe scarso successo.

Nel frattempo andava crescendo in Italia l’editoria per ragazzi, guidata soprattutto da C. Collodi (Pinocchio uscì a puntate fra il 1881 e il 1883 e poi subito in volume), i cui libri non erano tuttavia giudicati idonei ad un uso scolastico dalle autorità ministeriali. De Amicis intuì allora quale sarebbe stato il pubblico del suo Cuore: gli studenti delle scuole elementari.

Il “libro Cuore”, come dalla sua apparizione in poi fu sempre chiamato, nacque quindi come testo di lettura per le scuole, un romanzo per ragazzi formativo per la vita, fatto di buoni sentimenti e basato sui valori della scuola, della famiglia e della patria. De Amicis riuscì genialmente a mischiare insieme vari generi: il diaristico (la cronaca giornaliera degli avvenimenti di una classe torinese dell’anno 1881-82 è narrata attraverso il diario del protagonista, Enrico Bottini); l’epistolare (le lettere che Enrico riceve dal padre, dalla madre e dalla sorella contengono riflessioni morali che mettono in risalto il ruolo fondante della famiglia); e il racconto sotto forma di letture educative.

Il 15 ottobre 1886, data di inizio dell’anno scolastico e del romanzo, Cuore uscì nelle librerie di tutta Italia. Il 28 ottobre si era già alla diciottesima edizione, ossia erano già state vendute diciottomila copie. Tra il 1887 e il 1893 fu tradotto in tredici lingue. Nel 1923 le copie vendute superarono il milione.

Edmondo De Amicis, dopo aver frequentato il liceo a Torino, s’iscrisse all’Accademia militare di Modena. Prese quindi parte come luogotenente alla battaglia di Custoza del 1866. Il successo della raccolta di bozzetti La vita militare, pubblicata nel 1868, lo incoraggiò a proseguire sulla strada della narrativa e del giornalismo. Come inviato de “La Nazione” di Firenze scrisse numerosi reportage di viaggio dalla Spagna (1873), da Londra (1873), dall’Olanda (1874), dal Marocco (1876), da Costantinopoli (1878) e da Parigi (1879). Negli ultimi anni, dopo il successo di Cuore, si avvicinò alle idee socialiste e collaborò a “La Critica sociale” diretta da Filippo Turati. Morì a Bordighera l’11 marzo del 1908.

 

Descrizione fisica. Un volume in 16mo di pp. (6), 338, 2 bianche. Brossura editoriale giallina.

F. Govi, I classici che hanno fatto l'Italia, Milano, Regnani, 2010