Il padre della moderna armonia tonale - 1558

ZARLINO, Gioseffo (1517-1590). Le Istitutioni armoniche…, nelle quali; oltra le materie appartenenti alla musica; si trovano dichiarati molti luoghi di poeti, d’historici, et di filosofi; si come nel leggerle si potrà chiaramente vedere. Venezia, [Pietro da Fino], 1558.

 

PRIMA EDIZIONE del maggior trattato di musica del Rinascimento, nel quale vengono poste le basi della musica tonale che si è sviluppata dalla fine del Cinquecento fino ai giorni nostri. Esso ebbe enorme influenza anche nella pratica compositiva e nella costruzione di strumenti musicali.

Nel discutere le regole matematiche che presiedono alla scienza musicale, Zarlino attacca l’errato sistema tonale imposto dal rigoroso rispetto delle proporzioni matematiche del tetracordo pitagorico; sistema per altro impossibile da rispettare nella pratica del contrappunto, in quanto conduce a degli sviluppi innaturali per l’orecchio umano.

L’autore giunge poi alla conclusione, oggi universalmente accettata, che la scala diatonica sia l’unica progressione di suoni che possa essere ragionevolmente cantata. Per quanto riguarda gli strumenti attivati meccanicamente, per supplire alla loro incapacità di seguire le intonazioni della voce umana, egli propone di dividere l’ottava in dodici semitoni equivalenti.

A Zarlino si può in definitiva ricondurre la codificazione della moderna armonia tonale, basata sul tono maggiore e sul tono minore, che influenzò i membri della fiorentina Camerata dei Bardi e contribuì in modo determinante allo sviluppo della così detta “Teoria degli affetti”, ossia di quella concezione secondo la quale la musica deve farsi rappresentazione delle passioni umane.

Gioseffo (o Giuseppe) Zarlino nacque a Chioggia intorno nel 1517. Nel 1532 entrò nell’Ordine francescano. Già cantore ed organista nella cattedrale di Chioggia, nel 1541 si trasferì a Venezia, dove ebbe come insegnante il compositore fiammingo Adrian Willaert. Nel 1565 fu nominato maestro di cappella in S. Marco, incarico che tenne sino alla morte. Tra i musicisti con cui venne in contatto e che subirono la sua influenza ricordiamo G. M. Artusi, G. Croce, G. Diruta, V. Galilei e C. Merulo.

All’attività di trattatista, nella quale rientrano anche le Dimostrationi harmoniche (1571) e i Sopplimenti musicali (1588), Zarlino affiancò quella di compositore. Morì a Venezia nel 1590.

 

Descrizione fisica. Un volume in folio di pp. (12), 347, 1 bianca. Con numerosi diagrammi ed esempi musicali incisi in legno nel testo.

F. Govi, I classici che hanno fatto l'Italia, Milano, Regnani, 2010