Il pił autorevole economista italiano del Risorgimento - 1889-1891

FERRARA, Francesco (1810-1900). Esame storico-critico di economisti e dottrine economiche del secolo XVIII e prima metà del XIX. Raccolta delle prefazioni dettate alla prima e seconda serie della Biblioteca degli Economisti. Torino, Unione Tipografico Editrice, 1889-1891.

 

PRIMA EDIZIONE della raccolta delle prefazioni scritte da Francesco Ferrara a presentazione dei volumi della prima e della seconda serie della “Biblioteca dell’Economista”, che egli stesso promosse e curò per i tipi della casa editrice Pomba dal 1850 al 1867.

Il progetto editoriale della “Biblioteca”, estremamente innovativo per quei tempi, prevedeva la presentazione in traduzione italiana di opere generali e trattati speciali di economia, scritti tra l’inizio del Settecento e la metà dell’Ottocento. Le Prefazioni del Ferrara costituiscono un vero e proprio monumento di cultura economica e, insieme alle sue Lezioni di economia politica, pubblicate postume a Bologna nel 1934-’35, contribuirono in modo determinante al rifiorire degli studi economici nel nostro paese.

Francesco Ferrara, originario di Palermo, dopo aver ricevuto la prima istruzione presso le scuole dei Gesuiti, s’iscrisse al corso di laurea in medicina che poi abbandonò per dedicarsi agli studi economici. Nel 1835 fu assunto alla Direzione centrale di statistica di Palermo e nel 1836 fondò il “Giornale di Statistica”, molto apprezzato anche al di fuori dell’isola. Collaborò inoltre ad altri periodici, ma dopo il 1844 la sua attività cominciò ad incontrare l’ostilità delle autorità borboniche ed egli fu costretto ad interrompere le pubblicazioni.

Nel 1848 Ferrara prese parte ai moti insurrezionali e scrisse la Lettera di Malta, violento atto di accusa contro il governo napoletano. Arrestato e liberato poco dopo, partecipò ai lavori del Parlamento siciliano. Nello stesso anno fu inviato in missione diplomatica a Torino per offrire al duca di Genova la corona della Sicilia.

In seguito al fallimento della rivolta, Ferrara rimase nella capitale piemontese, dove strinse amicizia con Cavour, che lo invitò a collaborare al periodico il “Risorgimento”. Poco dopo ottenne la cattedra di economia politica presso la locale università e fondò il giornale “L’Economista”.

Nel 1858, costretto ad abbandonare la cattedra per motivi disciplinari, si trasferì a Pisa, ma dopo solo un anno rientrò in Sicilia, ormai liberata dai Mille di Garibaldi. Nel 1862 Quintino Sella lo nominò consigliere della Corte dei Conti. Nel 1867 prese parte, in qualità di ministro delle finanze, al governo Rattazzi. Nel 1868 fondò a Firenze la Società di economia politica e fu chiamato a dirigere la nuova Scuola Superiore di Commercio di Venezia. Nel 1881 fu eletto senatore del Regno. Morì a Venezia nel 1900.

 

Descrizione fisica. Quattro tomi in due volu mi in 8vo. Vol. I, parte 1a  (Prefazioni dei volumi 1-7, prima serie, 1889): pp. VII, 1 bianca,  692; Vol. I, parte 2a (Prefazioni dei volumi 813, prima serie, 1889): pp. (4), 717, (2), 1 bianca; Vol. II, parte 1a (Prefazioni dei volumi 1-6, seconda serie, 1890): pp. (4), 667, 1 bianca con il ritratto dell’autore fuori testo; Vol. II, parte 2a (Prefazioni ai volumi 7 e 8, seconda serie; Scritti varii di economia politica, 1891): pp. (4), 621, 1 bianca, (1), 1 bianca.

F. Govi, I classici che hanno fatto l'Italia, Milano, Regnani, 2010