Il primo vasto trattato italiano a stampa sul gioco degli scacchi - 1617

CARRERA, Pietro (1573-1647). Il gioco de gli scacchi di D. Pietro Carrera diviso in otto libri, ne’ quali s’insegnano i precetti, le uscite, e i tratti posticci del gioco, e si discorre della vera origine di esso. Militello, Giovanni de’ Rossi, 1617.

 

PRIMA EDIZIONE di uno dei primissimi libri italiani sugli scacchi. Benché apparsa dopo la pubblicazione del trattato De ludo scacchorum di Tommaso Azzi (Pesaro, 1583), in cui la materia viene affrontata da una prospettiva giuridica, e dell’opuscolo del calabrese Orazio Gianuzio intitolato Libro nel quale si tratta della maniera di giuocar a scacchi (Torino, 1597), di sole cinquantadue pagine, l’opera del Carrera rappresenta la prima ampia trattazione in lingua italiana sull’argomento.

Essa contiene anche due Discorsi di Giovanni Battista Cherubino e Mario Tortelli. Alla sua uscita fu attaccata da Alessandro Savio, che nel 1634 pubblicò a Napoli un’Apologia, alla quale Carrera replicò sotto lo pseudonimo di Valentino Vespaio con una Risposta (Catania, 1635). In questa egli confuta le mosse e le strategie scacchistiche proposte dal Savio e fornisce alcuni chiarimenti utili a comprendere il trattato maggiore.

Pietro Carrera nacque a Militello nel 1573. Ordinato sacerdote, nel 1601 fu nominato cappellano di S. Maria della Stella, notaio nella locale corte e cappellano della moglie del marchese di Militello, Francesco Branciforte. Egli ebbe così accesso alla ricca biblioteca del marchese e poté prender parte agli incontri dell’accademia da lui fondata con la volontà di fare di Militello un piccolo centro di cultura.

Con la morte del Branciforte, nel 1622 svanì anche il suo sogno. Lo stampatore Giovanni de’ Rossi si trasferì a Catania e la ricca biblioteca fu donata ai Teatini. Carrera continuò tuttavia a produrre opere di erudizione e di storia locale. Nel 1636 pubblicò Il Mongibello descritto, dedicato all’Etna, e tra il

1639 e il 1642 l’opera storiografica Delle memorie storiche della città di Catania, che gli era stata commissionata dal senato della città. Morì a Messina nel 1647.

 

Descrizione fisica. Un volume in 4to di pp. 556 [i.e. 552], (88). Piccola scacchiera incisa in legno sul frontespizio, ripetuta a pagina 531. Stemma del dedicatario Francesco Branciforte al verso del titolo. Si tratta del primo libro stampato a Militello.

F. Govi, I classici che hanno fatto l'Italia, Milano, Regnani, 2010