Il programma di studi delle scuole gesuitiche - 1586

(COMPAGNIA DI GESÙ). Ratio atque institutio studiorum per sex patres ad id iussu R.P. praepositi generalis deputatos conscripta. Roma, Tipografia del Collegio Romano (Francesco Zanetti), 1586.

 

PRIMA EDIZIONE del programma educativo promosso dai Gesuiti.

Sant’Ignazio di Loyola, il fondatore dell’Ordine, si pose da subito il problema della formazione dei suoi confratelli. Egli voleva che essi ricevessero una buona educazione umanistica e compissero studi approfonditi di latino e greco.

Nel 1548 fu fondato il primo collegio dell’ordine a Messina, mentre nel 1551 fu la volta del Collegio Romano, destinato ad avere un ruolo guida per tutti gli altri che vennero progressivamente aperti. Nel 1615 i collegi erano divenuti trecentosettantadue, sparsi in tutta Europa. Alla metà del Settecento il loro numero era cresciuto a oltre settecento.

Sul piano organizzativo, nel 1581 il padre Claudio Almaviva fu incaricato di abbozzare un piano di riordino degli studi. Cinque anni dopo due commissioni, delle quali facevano parte alcuni degli uomini più illustri dell’ordine, come Roberto Bellarmino, Orazio Torsellini, Stefano Tucci e Francisco Suarez, redassero in due parti la prima versione della Ratio studiorum, che fu pubblicata ed inviata in esame alle provincie.

Nel 1591, sulla base delle osservazioni ricevute, fu compilata una nuova redazione più ampia, che venne sempre stampata a Roma dalla tipografia del Collegio Romano. Dopo altri anni di prova, nel 1599 la Ratio fu nuovamente riformata e trasformata in un testo più breve e pratico, scritto sotto forma di regole, che vide la luce a Napoli presso i torchi di Tarquinio Longo. Le nuove Regulae Societatis Iesu vennero quindi ufficialmente promulgate, rimanendo in vigore fino alla soppressione dell’Ordine nel 1773.

La Ratio studiorum è un elaborato piano di studi, in cui viene delineata, fin nei più minimi dettagli, l’organizzazione delle scuole gesuitiche. Il corso completo di studi, della durata complessiva di tredici anni, comprendeva sei anni d’insegnamento di grammatica e retorica, tre anni di filosofia e quattro di teologia. Gli insegnanti erano preparati per diventare degli educatori a tutto tondo ed avevano la responsabilità di controllare i propri alunni anche fuori dalle ore di lezione.

I Gesuiti idearono poi nuovi metodi di insegnamento, promuovendo per esempio l’emulazione e la competizione. L’eccellenza delle loro scuole è testimoniata sia dal loro rapido sviluppo, sia dal numero di geniali scienziati e letterati che nel corso dei secoli furono in esse educati.

 

Descrizione fisica. Un volume in 8vo di pp. (4), 330 [i.e. 332], (4). Stemma dei Gesuiti sul titolo. La carta E2 è bianca.

F. Govi, I classici che hanno fatto l'Italia, Milano, Regnani, 2010