L’opera omnia di uno dei maggiori scienziati italiani del Settecento - 1733

VALLISNIERI, Antonio (1661-1730). Opere fisico-mediche stampate e manoscritte... raccolte da Antonio suo figliuolo. Venezia, Sebastiano Coleti, 1733.

 

PRIMA EDIZIONE dell’opera omnia del grande scienziato reggiano, pubblicata postuma per le cure del figlio Antonio.

Vallisnieri portò contributi fondamentali nel campo dell’entomologia, dimostrando definitivamente l’inconsistenza delle teorie sulla generazione spontanea (Considerazioni ed esperienze intorno alla generazione dei vermi ordinari del corpo umano, Padova, 1710 ed Esperienze ed osservazioni intorno alla origine, sviluppo e costumi dei vari insetti, Padova, 1713) e contribuendo all’affermarsi delle idee sull’origine microbica delle malattie infettive (Nuove osservazioni fisiche e mediche, Padova, 1715). Fu un sostenitore della teoria della “catena degli esseri”, la quale, benché lontana da ogni idea di evoluzionismo, ebbe considerevole importanza perché per la prima volta mise in correlazione, da un punto di vista biologico, l’uomo con gli altri animali. Si occupò inoltre di fossili (Dei corpi marini che sui monti si trovano, Venezia, 1721), accettando la spiegazione di G. Fracastoro circa l’antica presenza del mare nei luoghi dei ritrovamenti, e dell’origine delle fontane (Lezione accademica, Venezia, 1715), sostenendo che le sorgenti di acqua dolce sono di natura piovana e non marina.

Antonio Vallisnieri nacque in Garfagnana da una famiglia di origine scandianese, ma si sentì per tutta la vita reggiano. Compiuti gli studi universitari a Reggio Emilia, Parma, Venezia e Bologna, dove fu allievo di Marcello Malpighi, cominciò ad esercitare la professione medica a Reggio. Nel 1700 fu chiamato a Padova a ricoprire la cattedra di filosofia sperimentale e medicina pratica. Dal 1710 fino alla morte fu invece docente di medicina teorica.

Continuatore dell’opera di Francesco Redi, di cui curò un’edizione delle opere, Vallisnieri applicò con rigore il metodo sperimentale non soltanto nella medicina, ma anche nelle scienze naturali, sempre ricercando le leggi generali dei fenomeni. Grande raccoglitore di libri, reperti archeologici, minerali, fossili ed oggetti zoologici ed anatomici (dopo la sua morte il suo museo fu donato dal figlio Antonio all’università patavina), membro dal 1705 della Royal Society di Londra, Vallisnieri fu in corrispondenza con tutti i

maggiori scienziati del tempo. Morì a Padova il 18 gennaio del 1730.

 

Descrizione fisica. Tre volumi in folio di pp. LXXXII, 469 [recte 471], (1) + (4), 551, (1) + (4), 676. Con una vignetta incisa da Alessandro della Via ripetuta sui tre frontespizi (quello del primo volume è stampato in rosso e nero); il ritratto del Vallisnieri in medaglione nel testo del primo volume; il ritratto fuori testo nel secondo volume di Clelia Grillo Borromeo, dedicataria del trattato sui Corpi marini; inoltre con complessive 91 tavole incise in rame fuori testo e 6 ulteriori nel testo, di cui una xilografica.

F. Govi, I classici che hanno fatto l'Italia, Milano, Regnani, 2010