La nascita della medicina legale - 1621-1651

ZACCHIA , Paolo (1584-1659). Quaestiones medico-legales. Roma, Giacomo Mascardi per Andrea BrogiottiGuglielmo Facciotti ed eredi-Manelfo Manelfi; Amsterdam, Johannes Blaeu; 1621-1651.

 

PRIMA EDIZIONE dell’opera che segna la nascita della medicina legale.

Le Quaestiones medico-legales dello Zacchia furono più volte ristampate in Germania, Francia e Olanda, esercitando una vasta influenza in tutta Europa nell’impostazione e nell’esercizio delle pratiche medico-legali almeno fino alla fine del Settecento.

Dalla quarta edizione, apparsa ad Avignone nel 1655, l’opera fu arricchita di nuovi responsi e decisioni in materia di medicina legale. L’eredità dall’autore fu raccolta dopo la sua morte dal nipote Lanfranco, che curò due edizioni aumentate apparse ad Avignone e a Lione rispettivamente nel 1660 e nel 1661. Le Quaestiones trattano dell’esame peritale delle ferite, delle patologie dei carcerati, delle possessioni diaboliche, delle malattie mentali, di tossicologia, di simulazione delle malattie, di teratologia, di gravidanza, di ermafroditismo e del ruolo della tortura nella procedura giudiziaria.

Il romano Paolo Zacchia è considerato il fondatore della medicina forense. Dopo aver studiato presso i collegi degli Scolopi e dei Gesuiti, si addottorò in medicina alla Sapienza. Consulente della Rota Romana e protomedico nel 1638 e nel 1644, fu probabilmente archiatra dei papi Alessandro VII e Innocenzo X. Membro dell’Accademia degli Umoristi, tra il 1648 e il 1659 esercitò la professione presso l’Ospedale di Santo Spirito. Morì a Roma nel marzo del 1659.

 

Descrizione fisica. Nove volumi in sette tomi in 4to ed uno in folio. Vol. I (Roma, Giacomo Mascardi per Andrea Brogiotti, 1621): pp. (12), 384 con stemma in rame sul titolo; II (Roma, Guglielmo Facciotti, 1625): pp. (16), 332, (32) con le armi di Urbano VIII sul frontespizio; III (Roma, Guglielmo Facciotti, 1628): pp. (8), 185, (23) con le armi del dedicatario Berlingerio Gessi sul titolo; IV (Roma, Guglielmo Facciotti, 1628): pp. (8), 171, (21) con stemma calcografico sul frontespizio; V (Roma, Guglielmo Facciotti, 1630): pp. (8), 279, (21) con stemma calcografico sul frontespizio e marca sul colophon; VI (Roma, eredi di Guglielmo Facciotti, 1634): pp. (8), 256, (20); VII (Roma, Manelfo Manelfi, 1635): pp. (16), 317, (23) con vignetta in rame sul titolo; VIII-IX (Amsterdam, Johannes Blaeu, 1651), pp. (28) 127, (1), 731, (57).

F. Govi, I classici che hanno fatto l'Italia, Milano, Regnani, 2010