La pił importante relazione Seicentesca su Medio Oriente ed India - 1650

DELLA VALLE, Pietro (1586-1652). Viaggi di Pietro della Valle Il Pellegrino con minuto ragguaglio di tutte le cose notabili osservate in essi, descritti da lui medesimo in 54. lettere familiari, da diversi luoghi della intrapresa peregrinatione, mandate in Napoli all’erudito, e fra’ piu cari, di molti anni suo amico Mario Schipano, divisi in tre parti, cioé la Turchia, la Persia, e l’India, le quali havaran per aggiunta, se Dio gli darà vita, la quarta parte, che conterrà le figure di molte cose memorabilia, sparse per tutta l’opera, e la loro esplicatione. Roma, Vitale Mascardi, 1650.

 

PRIMA EDIZIONE di questa celebre raccolta di lettere spedite dall’autore all’amico Mario Schipano durante i viaggi da lui compiuti in Medio Oriente e in India. L’opera ebbe subito un grande successo editoriale e fu più volte ristampata e tradotta in francese, inglese, olandese e tedesco.

Della Valle ebbe il tempo di occuparsi della pubblicazione della sola prima parte riguardante la Turchia, mentre i due volumi sulla Persia e il volume sull’India furono dati alle stampe per le cure della moglie e dei figli. La quarta parte, annunciata nel frontespizio generale dell’opera, che doveva contenere le figure con la relativa spiegazione, non vide mai la luce.

Della Valle partì da Venezia l’8 giugno del1614 e, dopo aver toccato Turchia, Egitto, Terrasanta, Siria, Persia e India, fece ritorno in Italia nel 1626. In grado di parlare turco, persiano ed arabo, egli fu il primo europeo a scavare nella regione della Mesopotamia, individuando il sito dell’antica Babilonia (alcune delle pietre da lui raccolte furono successivamente donate all’erudito Athanasius Kircher, che le descriverà nella sua Turris Babel del 1679) e trascrivendo i primi esempi di scrittura cuneiforme.

Nel 1616 sposò a Baghdad una Georgiana di religione cristiana. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1621, Della Valle ne fece mummificare il corpo e se lo portò dietro per i successivi cinque anni, facendola infine inumare a S. Maria in Aracoeli. Oltre alle lettere, egli inviò sistematicamente allo Schipano, che era medico e naturalista, anche mummie, minerali, animali e droghe da lui raccolti durante le sue peregrinazioni.

Al rientro in Italia Della Valle ricevette varie onorificenze da parte di papa Urbano VIII. Di grande importanza per lo sviluppo degli studidi orientalistica furono i numerosi manoscritti che egli recò con sé a Roma, nonché i vocabolari e le grammatiche di varie lingue orientali che egli stesso compilò o fece tradurre.

Pietro Della Valle, romano di nobile famiglia, fu un uomo imbevuto di cultura umanistica, quindi sempre pienamente consapevole dell’importanza storico-scientifica dei suoi ritrovamenti. Amante delle cerimonie e dello sfarzo, aveva l’abitudine di presentarsi in modo pomposo non solo a Roma, ma anche durante le varie missioni che portò a termine come ambasciatore ed intermediario politico in Medio Oriente e in Turchia. Membro dell’Accademia degli Umoristi e del cenacolo che si riuniva a casa di Andrea Capranica, di cui faceva parte anche Tommaso Campanella, Della Valle partecipò intensamente alla vita letteraria e musicale romana. Compose versi, libretti, brani musicali e testi teorici di musica. Morì a Roma il 21 aprile del 1652.

 

Descrizione fisica. Quattro volumi in 4to di pp. 16, (6, contenenti una lettera di Innocenzo X e il titolo della prima parte), (17)-780, 30, 2 bianche + pp. (12), 492, (24), 2 bianche + pp. (2), 546, (24), 2 bianche + pp. (8), 508, (18), 2 bianche con 5 piante di edifici incise in legno a piena pagina nel testo. L’opera è dedicata ai discendenti della famiglia Della Valle. Sul titolo generale e sul titolo della prima parte relativa alla Turchia vignette allegoriche in rame. Sui titoli del secondo e del terzo volume armi del dedicatario Alessandro VII. La terza parte è dedicata invece al cardinale Flavio Chigi. Quello sopra riportato è il titolo generale dell’opera. Le varie parti, che recano come titoli Viaggi di Pietro Della Valle Il Pellegrino descritti da lui medesimo in lettere familiari all’erudito suo amico Mario Schipano Parte prima cioè la Turchia. [La Persia parte prima (-seconda)]. [Parte terza cioè l’India, co’l ritorno alla patria], furono stampate a Roma da Vitale Mascardi a spese di Biagio Deversin e Felice Cesaretti rispettivamente nel 1650, nel 1658 e nel 1663.

F. Govi, I classici che hanno fatto l'Italia, Milano, Regnani, 2010