La pił sofferta raccolta poetica del Novecento italiano - 1914

CAMPANA, Dino (1885-1932). Canti orfici. Marradi, Tipografia F. Ravagli, 1914.

 

PRIMA EDIZIONE della più tormentata e sofferta raccolta lirica del nostro Novecento. Tormentata fu la poesia e la vita dell’autore, che nel gennaio del 1918 venne rinchiuso nel manicomio di Castel Pulci, dove rimase fino alla morte, alternando fasi di lucidità a momenti di alienazione. Sofferta fu la genesi editoriale del libro.

Pubblicati da un piccolo editore di Marradi, il paesino appenninico al confine tra Romagna e Toscana in cui Campana era nato e viveva, i Canti orfici uscirono nell’anno in cui l’Italia entrò in guerra contro la Germania con una strampalata dedica a «Guglielmo II imperatore dei Germani». Campana fu così costretto a strappare da tutti gli esemplari su cui riuscì a mettere le mani, il foglio di dedica e il frontespizio che come sottotitolo recava: «Die Tragödie des letzten Germanen in Italien»; inoltre a cassare o coprire con una fascetta la stessa scritta ripetuta anche nell’ultima di copertina.

La sfortuna del libro era tuttavia cominciata alcuni mesi prima. Alla fine del 1913 Campana aveva infatti consegnato il manoscritto originale dei Canti orfici ad Ardengo Soffici e Giovanni Papini nella redazione fiorentina di “Lacerba”, per sottoporlo alla loro attenzione in merito ad una eventuale pubblicazione. Non ricevendo notizie, nei primi mesi del 1914 Campana chiese la restituzione del suo manoscritto. Soffici, che non l’aveva ancora letto a causa dei fitti impegni, gli rispose che l’aveva smarrito. In preda allo sconforto, Campana riuscì a ricostruire il testo attraverso le bozze delle varie sofferte stesure delle sue poesie.

La seconda edizione dei Canti orfici, cui l’autore aveva nel frattempo apportato aggiunte e correzioni, uscì presso l’editore fiorentino Vallecchi nel 1928 e permise una maggior diffusione dell’opera, dando finalmente un po’ di notorietà ad un Campana ormai perso nei fumi della pazzia.

Terminati gli studi liceali nel 1903, Dino Campana s’iscrisse alla facoltà di chimica dell’Università di Bologna, per poi passare l’anno seguente a Firenze. La sua irrequitezza e il manifestarsi precoce dei primi sintomi di squilibrio mentale gli impedirono tuttavia di frequentare con costanza i corsi universitari. Dopo un primo ricovero nel manicomio di Imola (1905), decise di intraprendere alcuni viaggi. Visitò la Svizzera, la Francia, il Belgio, la Russia e nel 1908 il Sud-America. Dopo la pubblicazione dei Canti orfici, conobbe e divenne amante della celebre femminista Sibilla Aleramo, con cui rimase in contatto epistolare anche dopo la reclusione nel manicomio di Castel Pulci, dove morì nel 1932.

 

Descrizione fisica. Un volume in 16mo di pp. (2) (occhietto), 173, (1). Brossura editoriale.

F. Govi, I classici che hanno fatto l'Italia, Milano, Regnani, 2010