La prima enciclopedia umanistica - 1501

VALLA, Giorgio (1447-1500). De expetendis et fugiendis rebus opus. (Venezia, Aldo Manuzio, dicembre 1501).

 

PRIMA EDIZIONE di questa vasta enciclopedia scientifica, una delle maggiori imprese editoriali di Aldo Manuzio, che fu pubblicata postuma per le cure del figlio adottivo del Valla, Giovanni Pietro Cademosto. Essa ebbe una certa diffusione ed influenzò numerosi matematici, alcuni importanti trattatisti di musica come Gioseffo Zarlino, Orazio Tigrini e Heinrich Glareanus ed anche umanisti e scienziati del calibro di Erasmo da Rotterdam e Nicolò Copernico.

La De expetendis et fugiendis rebus opus rappresenta il primo tentativo di elaborare una nuova enciclopedia del sapere universale secondo i crismi rigorosi del metodo umanistico. Valla applicò allo studio e alla traduzione degli autori scientifici e filosofici gli stessi criteri filologici usati da Poliziano per l’edizione dei testi letterari e storici antichi.

Composta da quarantanove libri, l’opera tratta del sapere da un punto di vista epistemologico e tenta una sua organizzazione. Affronta quindi questioni inerenti le scienze matematiche (aritmetica, geometria, musica e astronomia); la medicina; la grammatica, la dialettica, la poetica, la retorica e la filosofia morale; l’economia e la politica; la fisiologia e la psicologia.

L’enciclopedismo del Valla si distingue da quello medievale per il suo approccio essenzialmente umanistico, che si riflette soprattutto nel metodo e nelle fonti utilizzate. Egli traduce e cita prevalentemente autori classi ci ed esclude sistematicamente gli autori medievali, arabi e latini.

Giorgio Valla nacque a Vigoleno vicino Piacenza. Nel 1462 si trasferì a Milano per apprendere il greco alla scuola di Costantino Lascaris. Nel 1465 intraprese lo studio della medicina e della matematica a Pavia sotto Giovanni Marliani. L’anno seguente cominciò ad insegnare a Pavia, per poi passare successivamente a Genova e a Milano.

Nel 1485 fu chiamato a Venezia, dove prese il posto di Giorgio Merula presso la Scuola di San Marco. Mantenne questa carica fino alla fine dei suoi giorni. Tra gli allievi che ebbe a Venezia, spiccano i nomi di Gasparo Contarini, Giovanni Pietro Valeriano e Pontico Virunio. Nel 1496 fu imprigionato per otto mesi con l’accusa di tradimento a favore del governo milanese. Morì a Venezia il 24 gennaio del 1500.

Amico di Aldo Manuzio, Valla ebbe un ruolo di primo piano nella pubblicazione, traduzione e diffusione di numerosi manoscritti di autori greci e latini. Grande conoscitore di Aristotele e Cicerone, scrisse vari testi scolastici di grammatica e retorica che ebbero un certo successo. Uomo estremamente poliedrico, insegnò non solo retorica e lingue classiche, ma tenne lezioni anche su Vitruvio, sugli Elementi di Euclide, sulla Historia naturalis di Plinio e su Galeno.

 

Descrizione fisica. Due volumi in folio di carte (314) + (336).

F. Govi, I classici che hanno fatto l'Italia, Milano, Regnani, 2010