La scoperta del “Nerve Growth Factor” - 1997

LEVI-MONTALCINI, Rita (n. 1909) e altri. The Saga of the Nerve Growth Factor. Preliminary Studies, Discovery, Further Development . Singapore, World Scientific, 1997.

 

PRIMA EDIZIONE di questo volume che raccoglie vari articoli pubblicati da R. LeviMontalcini, S. Cohen, B. Booker, P.U. Angeletti e L. Aloe tra il 1942 e il 1995.

La prima parte dell’opera permette di seguire le vicende e gli eventi, a volte fortuiti, che hanno portato alla scoperta della molecola proteica in grado di stimolare la crescita nervosa, conosciuta come NGF (Nerve Growth Factor), che viene approfonditamente descritta nella seconda parte.

La scoperta del NGF segna una vera e propria pietra miliare nella storia della neurobiologia, in quanto esso riveste un ruolo essenziale nella vita e nella differenziazione delle cellule del sistema nervoso periferico e centrale. La terza parte del volume contiene gli ultimi sviluppi della ricerca sul NGF, che ne hanno rivelato altre fondamentali proprietà.

Rita Levi-Montalcini cominciò ad interessarsi al sistema nervoso sin dai primi anni universitari sotto l’influenza dell’istologo Giuseppe Levi, che a quell’epoca stava studiando il processo di differenziazione del tessuto nervoso. Nonostante le leggi razziali e lo scoppio del secondo conflitto mondiale, la collaborazione fra i due scienziati continuò anche durante la guerra in un piccolo laboratorio casalingo.

Studiando lo sviluppo dell’embrione di pollo sottoposto ad innesti ed ablazioni, i due si proposero di determinare il ruolo dei fattori genetici ed ambientali sulla differenziazione dei centri nervosi. I loro risultati, negletti in patria e pubblicati su un periodico belga nel 1943, furono conosciuti dal medico tedesco Viktor Hamburger, che nel 1947 invitò la Montalcini a collaborare con lui a St. Louis. Essa accettò l’invito e giunse poco dopo nel Missouri, dove trascorse il periodo più fertile della sua carriera.

Essa riesaminò i propri esperimenti con Hamburger sulla base dei contributi da lui forniti nel campo della neuroembriologia e alla luce di un articolo pubblicato da un allievo di quest’ultimo, Elmer Bueker, che evidenziava lo sviluppo di fibre nervose in embrioni di pollo al terzo giorno di sviluppo, nei quali erano stati trapiantati frammenti tumorali di topo.

Per approfondire questi risultati ricorrendo alle tecniche di cultura in vitro, che non erano disponibili a St. Louis, nel 1952 la Montalcini si recò a Rio de Janeiro, dove Hertha Meyer e Carlos Chagas le misero a disposizione il loro laboratorio. Al suo rientro negli Stati Uniti nel 1954, il biochimico Stanley Cohen, che le era stato affiancato nelle ricerche, riuscì ad isolare da due sarcomi una frazione nucleoproteica in grado di promuovere in vitro la crescita delle fibre nervose, potenziandone l’azione con del veleno di serpente.

Nei sei anni successivi i due scienziati giunsero così a identificare il NGF, dimostrando per la prima volta che lo sviluppo del sistema nervoso non è codificato nei geni una volta per tutte, ma è suscettibile all’azione di una serie di fattori epigenetici o ambientali.

L’importanza della scoperta non fu colta subito. Il mondo scientifico le diede il rilievo che meritava, solo dopo che nel 1984 due ricercatori svizzeri giunsero a provare che la molecola individuata dalla Montalcini e da Cohen agiva direttamente sul sistema nervoso centrale. Altri scoprirono poi che essa influenza anche il sistema immunitario ed endocrino.

Con gli ultimi sviluppi della ricerca, il NGF è entrato a far parte dell’ampio ed articolato campo di indagine dei polipeptidi, denominati fattori di crescita, i quali regolano varie fasi dello sviluppo dell’organismo e, se alterati, possono provocare alcuni tipi di tumori. Rita Levi-Montalcini si è laureata in medicina nel 1936 presso l’Università di Torino, sua città natale. In seguito alle leggi razziali, tra il 1938 e il 1940, ha vissuto e lavorato in Belgio. Dopo la guerra, cui ha preso parte tra le fila del personale medico delle forze alleate, nel 1947 si è trasferita negli Stati Uniti, a St. Louis, rimanendovi fino al 1977. Pur soggiornando all’estero, la Montalcini ha mantenuto vivi i contatti con il mondo scientifico italiano, in particolare con l’Istituto di neurobiologia del CNR, presso il quale ha lavorato anche dopo il suo rientro in Italia. Nel 1986 è stata insignita del premio Nobel per la medicina insieme al biochimico americano e compagno di ricerche Stanley Cohen. Nominata senatrice a vita nel 2001, la Montalcini è da molti anni impegnata in attività di interesse sociale. Risale al 1992 l’istituzione della Fondazione Levi-Montalcini, volta al conferimento di borse di studio. Nel 2009 ha compiuto cento anni e pubblicato Cronologia di una scoperta, per avvicinare i giovani alla ricerca scientifica.

 

Descrizione fisica. Un volume in 4to di pp. XIV, 486. Con illustrazioni nel testo. Dalla collezione “World scientific series in 20 th century biology”. Copertina rigida.

F. Govi, I classici che hanno fatto l'Italia, Milano, Regnani, 2010