di  Pera Studio Bibliografico di Maurizio Giovanni Pera

BECHER Johann Joachim.

OEDIPUS CHIMICUS. Institutiones Chimicae Prodromae. Obscuriorum Terminorum & Principiorum Chimicorum, Mysteria Aperiens & resolvens. Opusculum, omnibus Medicinae, & Chimiae Studiosis, lectu perqum utile & necessarium

Francofurti, Apud Hermannum Sande, 1664

Testo latino. Cm.13x7,7. Pg.(12), 192, (8). Legatura in piena pergamena rigida con unghie e laccetti di chiusura, sempre pergamenacei. Titoli manoscritti al dorso. La seconda carta del volume è collazionata su carta diversa dalle altre: al recto vi compare una vignetta allegorica raffigurante Edipo e la Sfinge, al verso l'incipit della Dedicatoria al Sig. "Francisco De Le Böe, dicto Sylvio". Una carta fuori testo raffigurante la "Divina Metamorphosis" (medaglia di Praga, 1648). Cartiglio decorativo inciso in fine al testo. Al foglio di guardia antica notazione di proprietà manoscritta, con timbro in ceralacca e piccolo cartiglio ritagliato e incollato. Figlio di un ministro luterano, il medico e matematico Johann Joachim Becher (Speyer, 1635-1682) fu in gioventù al servizio dell'Elettore di Mainz in qualità di docente di medicina presso il locale ateneo. Ebbe vita assai avventurosa, svolgendo importanti mansioni in Baviera, a Vienna, in Olanda e a Londra. Il presente costituisce il suo testo più conosciuto. Si tratta di un approfondito studio di chimica e di alchimia, in cui il Becher (nome latinizzato Becherius) tratta delle principali sostanze e operazioni chimiche. In particolare si spinge a confutare la fondatezza dei quattro elementi aristotelici (aria, acqua, terra e fuoco) e dei tre principi della qualità di Paracelso (zolfo, sale, mercurio) dando così impulso alle nuove teorie già esposte dall'Helmont e dal Boyle. Così il Neville dipinge l'Opera: "an important book that contains the germs of the ideas that were later (by G.E. Stahl) developed into the theory of phlogiston". Ancora si legge in "Cristina di Svezia. Scienza ed alchimia nella Roma barocca" (Dedalo Editore): "Nel 1664 Becher aveva pubblicato il suo "Oedipus Chimicus", nel quale non solo era ripresa tutta la problematica ermetico - paracelsiana relativamente alla chimica ed ai suoi concetti fondamentali, ma anche quella dei diversi tipi di linguaggio usati dai chimici, che dimostravano che lo studio della chimica era antichissimo. La Monade geroglifica di John Dee, le ricerche di mitologia alchemica di Michael Maier, e quelle di Kircher, i caratteri cinesi e i geroglifici egiziani erano gli strumenti per svelare i modi attraverso i quali, in passato, era stato trasmesso il sapere alchemico". Per meglio individuare la complessità del messaggio del Becher, si riporta integralmente l'Indice dei Titoli dell'Opera: "Prima Materia; Duo Principia substantiae: Sulphur & Sal; Tria Principia qualitatis: sal, sulphur & Mercurius; Quatuor Elementa: Ignis, aër, aqua, terra Chimicè sumpta; Quinque requisita generationis: Calor, sperma Menstruum, Matrix, pondus; Sex Operationes reales: Accretio, Decretio, Solutio, Coagulatio, Destructio, plusquamperfectio; Septem requisita Artificis: Termini, instrumenta, materiae, operationes, scripta Chimica, Methodus Chimiae studendi, Methodus Chimicè Philophandi". L'Opera è dedicata a Franz Le Böe, noto con lo pseudonimo di Sylvius (1614-1672), fondatore a Leida del primo laboratorio universitario di chimica. Esistono due edizioni del 1664 della presente Opera, ed a tutt'oggi non è chiarita la diatriba su quale di esse abbia visto la luce per prima: oltre alla presente di Francoforte l'altra fu stampata a Amsterdam da Elizeum Weyerstraten. > Novotny, 482. Osler, 1976. Duveen, 55. Ferguson I, 87. 

Prezzo: € 1.200,00