Attorno al libro Max Fox

Considerazioni del Consiglio Direttivo Alai attorno al volume del Prof. Luzzatto che ripercorre il caso “Girolamini”

 


L'importante secondo me è che questa memoria non si perda nei meandri del tempo come lacrime sotto la pioggia”. (“Prof.” Marino Massimo De Caro, Consigliere Particolare del Ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan - venerdì 20 maggio 2011 – min. 14:55 del suo intervento).

Mibac - Direzione Generale Per le Biblioteche - Gli istituti culturali - il Diritto d'autore Convegno nazionale dei Direttori delle Biblioteche pubbliche Napoli giovedì 19 e venerdì 20 maggio 2011, presso il Grand Hotel Parker's Biblioteca Nazionale Napoli:

https://www.youtube.com/watch?v=kCN2w3ka62s&list=PL93D04DA1D8A133E7&index=58


Lui è stato un ladro di libri, un malato di libri antichi oltre che un geniale falsario e per questo “amore superiore per il libro” si è giocato tutto. E ha perso. Alla fine della sua spericolata partita di poker però non ha ribaltato il tavolo, non se l'è presa con il destino cinico e baro, ma ha accettato la sconfitta e si è autodenunciato, e poteva non farlo, “anche per ulteriori reati che difficilmente – è scritto nella sentenza di condanna – sarebbero stati disvelati in assenza delle sue dichiarazioni”. Una volta in galera sembra essersi redento, anche in conseguenza del fortissimo senso di colpa per la morte di crepacuore di suo padre, e ha cercato di riscattarsi, laureandosi in scienze storiche e occupandosi dell'indegna vita carceraria dei detenuti, che gli hanno subito voluto bene...”. CADUTA E REDENZIONE DEL LADRO DI LIBRI – CARLO VULPIO (Corriere della Sera – La Lettura n. 27 – 24 marzo 2019)


 

Abbiamo scelto questo testo, tra i numerosi che hanno animato l'acceso dibattito che si è generato con la pubblicazione del libro dal titolo “Max Fox o le relazioni pericolose” (Einaudi, 2019), perché secondo noi, tra tutti, è il più vicino al concetto di “memoria che si perde nei meandri del tempo come lacrime sotto la pioggia”.
A proposito del sopracitato volume di Sergio Luzzatto, l'ALAI ha scelto di non intervenire pubblicamente nell'immediato per via del grave rischio di distorsione delle sue dichiarazioni, dal momento che il libro offre una prospettiva fornita quasi unicamente dall'imputato De Caro.
Ad oggi però la situazione si sta delineando in termini più ampi, ed a nostro parere più discutibili, soprattutto a causa delle dichiarazioni e degli scritti che hanno fatto da contorno all'uscita del libro.
Lasciamo agli studiosi il compito di misurare la caratura storica di un simile contributo a stampa e ai lettori il gusto di valutarne l'efficacia e la piacevolezza. Noi siamo un'Associazione nata per meglio definire e salvaguardare la professionalità dei Librai antiquari e promuovere l'amore per la bibliofilia.
Ma proprio perché dobbiamo tutelare la rispettabilità degli operatori del nostro settore non possiamo non prendere parte – per quanto ci appartiene – al dibattito che sta suscitando il volume dei professor Luzzatto.
Prima di tutto avremmo auspicato la ricerca più determinata di un dialogo costruttivo con l'associazione così da poter dare un contributo informativo alla “triste vicenda”.
Avremmo potuto rappresentare una fonte autorevole sulle attività del mercato librario, ed allora avrebbero trovato spiegazione frasi come la presente, riportata da Max Fox a p. 277: “non c'è affermazione che Max Fox mi abbia fatto su Skype […] che io non mi sia sforzato, in un modo o nell'altro, di verificare a posteriori. Né c'è documento che lui mi abbia trasmesso, al quale io non abbia applicato l'uno o l'altro principio di critica della fonte”.
Quello che più ci sorprende e ci preoccupa è la totale assenza, nel libro come nel dibattito pubblico che ne è seguito, di un elemento fondamentale, un elemento che l'onestà intellettuale non poteva dimenticare o sottacere: una anche minima messa in discussione della piena credibilità delle dichiarazioni di Marino Massimo De Caro.
Le persone che ha fatto arrestare e che sono state poi assolte, i libri che sono stati sequestrati a seguito di sue segnalazioni e che sono stati poi restituiti integralmente ai legittimi proprietari, le denunce per calunnia per le quali ha già subito rinvii a giudizio, la sua abilità nel mescolare il vero e il falso, le sue acquisizioni regolari presso i librai o le case d'asta, sulle quali evidentemente innestava opere di illecita provenienza, le fatture regolari che forniva a molti di quelli che gli compravano i libri... Per Sergio Luzzatto, per gli intellettuali e per i giornalisti intervenuti pubblicamente nei giorni scorsi tutto questo non esiste.
Dopo le prime sospensioni effettuate nei confronti di soci accusati da De Caro, subito dopo la scoperta della tragica devastazione della biblioteca dei Girolamini, dopo le prime evidenze della falsità di alcune delle sue accuse e delle gravi conseguenze che queste avevano procurato ai suoi accusati, l'ALAI ha stabilito che sarebbero stati i giudici e non Marino Massimo De Caro a decidere se tra i pochi librai italiani che avevano avuto contatti con lui ci fossero persone colpevoli di reati commessi nell'esercizio della loro attività.
Nell'attesa di una visione complessiva e finalmente chiara dell'accaduto, fiduciosi nell'operato delle forze dell'ordine, avvertiamo allo stesso tempo l'insinuarsi di una discutibile operazione mediatica, che certifica come già compiuto il percorso di riabilitazione di un pregiudicato ancora sotto processo, sia per i reati commessi, sia per i discutibili comportamenti tenuti durante la detenzione (svoltasi prevalentemente ai domiciliari, presso la sua villa di Verona) sia per le dichiarazioni calunniose già accertate come false in sede giudiziaria e che lo stanno  indirizzando verso nuovi processi.

 


Nota informativa sull'appartenenza di "Imago Mundi" all'Alai: 

Il legame di De Caro con il libraio argentino Daniel Pastore, titolare della Libreria Imago Mundi di Buenos Aires lo ha portato a lambire la nostra associazione tra il 2005 e la fine del 2006.

La libreria “Imago Mundi” di Buenos Aires, attiva già da alcuni anni e priva in quel momento di un'associazione nazionale di riferimento che le consentisse con l'iscrizione di partecipare alle mostre internazionale del circuito ILAB (International League of Antiquarian Booksellers), appoggiandosi allo Statuto di quest'ultima aveva richiesto, e ottenuto, un'affiliazione esterna all'ALAI (Associazione Librai Antiquari d'Italia).

In quel periodo De Caro, costituendo la società “Imago Mundi Italia” mise in pratica un escamotage che gli consentì per un brevissimo periodo di risultare nell'albo dei nostri associati, approfittando della sua nota collaborazione con la ditta “Imago Mundi Argentina”.

Nel corso della riunione del Consiglio Direttivo ALAI del 6 novembre 2006 questo errore formale fu notato dai consiglieri allora in carica in quanto nell'albo appena stampato, che sarebbe stato distribuito nel corso del 2007, risultava presente la voce “Imago Mundi Italia” tra le librerie associate della città di Verona.

Come da verbale di quella riunione, alla voce “Altri Temi”, l'equivoco fu subito chiarito, la libreria “Imago Mundi Italia” fu depennata e i pieghevoli furono ristampati.

La libreria “Imago Mundi Italia” di Marino Massimo De Caro non è mai entrata in Associazione secondo il regolamento dello Statuto ALAI (che prevede tre anni di attività, la pubblicazione di due cataloghi, la presentazione da parte di tre soci e l'eventuale tacito consenso di tutti gli associati a fronte della pubblicazione della notizia dell'ingresso di un nuovo associato) e quindi non è mai stata neanche espulsa dall'ALAI, ma è stata semplicemente smascherata nell'escamotage ed è decaduta per mancanza di requisiti nell'iscrizione.


 Segnalazione del materiale giornalistico apparso recentemente d'interesse per il presente caso:

www.alai.it/pubblicazioni/noi-antiquari-sulle-spine

www.alai.it/pubblicazioni/il-metodo-non-funziona

www.alai.it/pubblicazioni/lettera-di-protesta-del-presidente-ilab-alle-autorita-italiane-1

www.alai.it/pubblicazioni/i-pm-e-il-caso-del-condannato-che-parla-su-facebook

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2019/03/05/lindegna-apologia-del-ladro-di-libri/5014441/

articolo del prof. Giancarlo De Vivo su Il Manifesto del 4.4.2019

Vedi anche la trasmissione televisiva condotta da Corrado Augias: Quante storie (venerdì 29 marzo alle 12.45)