Gino Brighenti

Che librai una volta !

Un saluto ed un ricordo di un grande bolognese, un grande libraio. 

E' deceduto a Bologna il 19 giugno scorso Gino Brighenti socio ALAI da sempre, figlio di Giulio libraio anch'egli e tuttora notissimo per alcune ristampe anastatiche di rari testi venatori (Bartolomeo Alberti detto il Solfanaro, Valli da Todi, Olina, Mitelli) ancora ricercate.

Gino proseguì l'attività paterna nella piccola bottega di via Cartoleria 20, vicino al Teatro Duse, negozio caro a tutti i  "bolognesi del libro" perché quell'indimenticabile luogo pareva contenere tutto ciò che si potesse desiderare, sognare, sfiorare e, talvolta anche, poi, possedere: Giorgio Montanari mitemente l'occupò per decenni dopo di lui.

Agli inizi degli anni '70 Brighenti si trasferì in Piazza Aldrovandi 5, sempre in un negozio anche se un po' più piccolo ma in zona di grande passaggio di studenti e professori della vicina Università. Se possibile quel locale, forse meno affascinante in qualche modo, del precedente, divenne però davvero un mito perché poi al successivo trasloco di Brighenti nel quieto interno di uno studio bibliografico nell'attigua via Guido Reni 7, nel locale arrivò Sergio Matteuzzi, poi assoluto numero uno dei librai antiquari bolognesi.

Era la metà degli anni '60 e Brighenti già aveva approfondito in particolare tutte le tematiche esoteriche, occulte ma mai tralasciando le scienze tutte, la tecnica, la caccia e l'amata, e professata, fede massonica.

Ancora oggi i suoi vecchi cataloghi, tutti rigorosamente tematici, sono fonte primaria nelle materie citate, per l'essenzialità, il ridotto uso di citazioni bibliografiche altrui, sia pur “nobili”, e brevi, concise note illustranti l'opera nella sua essenza ed importanza. Da via Guido Reni a via Malpertuso, infine con le figlie tuttora attive a proseguire l'attività di questa impresa storica e quasi centenaria.

 

Piero Piani