In ricordo di Giovanni Bacigalupo

Non voglio parlare del Giovanni libraio che avete conosciuto, ma dell'altro Giovanni.
Le sue grandi passioni erano, come forse sapete, il teatro, la musica, la letteratura e soprattutto Dante.
Con passione Giovanni ha curato, diretto e letto, con gli attori Valeria Falcinelli, Marcello Cortese e Mario Scarabelli, tutto l'Inferno e alcuni canti del Purgatorio e del Paradiso per un'edizione in CD che nel 2000 è stata allegata a “la Repubblica” e a “L'Espresso”. Con la stessa emozione ha presentato nel nostro catalogo edizioni prestigiose - la prima e la seconda aldina o quella del “nasone” -, ma con pari dignità edizioni più modeste o commenti meno usuali (Daniello) che rappresentavano per lui materia di studio e gli offrivano il piacere di condividere con bibliofili e studiosi di Dante la comune passione.
Chi lo ha conosciuto sa quanto abbia amato giocare e come sia riuscito a trascinare gli altri, facendoli giocare con lui, ma giocando in modo serio e quasi professionale: mi riferisco alla sua attività come regista e attore teatrale. E' stato il regista di un gruppo (Tuttascena) che ha rappresentato Molière, Beckett, Pinter e con Brecht siamo stati invitati al festival di Sant'Arcangelo di Romagna. Ha curato le regia di un'edizione della “Serva padrona” di Pergolesi. Alla fine degli anni '70 ha portato in scena due testi di Alberto Rollo destinati ai bambini. E per quell'occasione, il nostro gruppo è diventato “La Compagnia del Caffelatte”.
Era diventato un gioco anche il carteggio con un nostro cliente. Il professor Ascione ci aveva spedito una lettera commentando in versi i difetti di un libro del nostro catalogo. E da allora, ogni acquisto era seguito da un commento e da una risposta sempre in versi. Lo voglio ricordare così.

Io “sciur” Bacigalupo, a capo chino,
mi cospargo di cenere e prometto
che nel prossimo mio cataloghino
ogni più trascurabile difetto,
alone, gora, macchia oppur tarlino,
descriverò con gusto e con diletto.
Se i prezzi poi di molto aumenteranno,
del professor Ascione sarà il danno.
(intervento di anonimo settecentesco nella polemica relativa agli aloni delle “Novelle galanti” dell'abate Casti).

I giochi di Giovanni erano giochi pieni di cultura, di passione e anche, talvolta, di ironia: la sua stupenda ironia, che lo ha accompagnato sempre in tutto quello che ha fatto.


Marisa Meroni