La Libreria di Umberto Saba compie 100 anni

 

L'Associazione Librai Antiquari d'Italia festeggia il centenario della celebre libreria triestina. Il collega Mario Cerne, nostro socio e titolare dell'attività, ha ricevuto settimana scorsa dal Comune di Trieste un riconoscimento ufficiale. Per l'occasione riportiamo qui alcuni testi tratti da  <internetculturale>

 

L'attività della«Libreria Antica e Moderna» ebbe inizio il 1 ottobre 1919 e consentì a Saba di raggiungere una modesta ma decorosa indipendenza economica che gli permise di dedicarsi alla poesia. La bottega di via San Nicolò rappresentò inoltre un particolare osservatorio per il poeta, perché numerosi erano i clienti che frequentavano la libreria, che divenne nel corso degli anni luogo di ritrovo per scrittori e artisti. Tra gli altri, Italo Svevo, a cui piaceva passare quasi tutte le sere e raccontare, una volta ottenuto un tardivo successo per i suoi romanzi, i ricordi delle sue imprese commerciali.

 

Mi piacerebbe, adesso che sono vecchio, dipingere con tranquilla innocenza il mondo meraviglioso. E, fra le altre cose, la mia oscura bottega di Via San Nicolò 30 a Trieste; quella che, quando l'amava e passava volentieri fra le sue pareti le sue ore d'ozio, il mio amico Nello Stock chiamava, non senza qualche buona ragione,«la bottega dei miracoli».
Passando una mattina del 1919 per Via San Nicolò, vidi, o notai per la prima volta, quell'antro oscuro. Pensai: «Se il mio destino fosse di passare là dentro la mia vita, quale tristezza». Era – senza che io ancora lo sapessi – un monito o un presagio.
Pochi giorni dopo infatti l'acquistai dal suo vecchio proprietario, Giuseppe Maylàender. L'acquistai con l'intenzione di buttare nell'Adriatico tutti quei vecchi libri che conteneva, e rivenderla vuota a un prezzo maggiore. Ma dopo pochi giorni, non ebbi più il coraggio di attuare il primo progetto; quei vecchi libri – nessuno dei quali m'interessava per il contenuto – mi avevano incantato. Cercavo anche una sistemazione per la mia vita.
Storia di una libreria (1948)

 

La libreria, oltre a dargli la possibilità di vivere, era un rifugio al fascismo, un rifugio chiuso al mondo volgare che lo circondava e aperto agli amici e al pensiero. Forse le sue più belle poesie sono nate in quello che più tardi chiamò «il nero antro funesto»
Linuccia Saba a Folco Portinari

 

E' stato così che ho passato in quell'antro oscuro la metà circa della mia vita. La passai in parte male e in parte bene, come l'avrei – è probabile – passata in qualunque altro ambiente. Ma la bottega di Via San Nicolò ebbe un grande merito, rappresentò per me, per tutti gli anni che durò il fascismo, un rifugio abbastanza al riparo dagli altoparlanti. Vivere della letteratura è, per un poeta, impresa quasi disperata; più disperata che mai essa mi appariva in quegli anni. Inoltre i libri antichi – dei quali apprendevo per la prima volta l'esistenza – non mi offendevano come i moderni, che tutti o quasi, avevano per me il volto odioso del tempo presente.
Emanavano inoltre un senso di pace: erano come dei nobili morti. Non saprei dire se veramente li amavo o no; forse li amavo, ma in un modo particolare; come i ruffiani amano le belle donne: per venderle.
Storia di una libreria (1948)

 

Mi sembra – Iddio e il buon Carletto mi
perdonino – un nero budello affollato di spettri

Ricordi – Racconti, Italo Svevo all'ammiragliato britannico

 

Quella di raccogliere libri antichi o, comunque, rari, può essere – per chi non segua alcuni criteri precisi – molto costosa, ed anche interminabile. Per questo consigliamo i bibliofili a concentrare la loro attenzione ed a fare i loro acquisti, scegliendo alcuni criteri precisi: ad attenersi cioè ad un determinato genere di libri, e poi derogare il meno possibile. Va da sé che il «genere» può – anzi deve – variare secondo l'animo del raccoglitore.
Meglio è fidarsi dei librai antiquari, che sono, in generale, persone più oneste di quanto non si creda (nessuno, o quasi, di loro si è fatto ricco); specialmente di quelli che, dopo una lunga esperienza, fatta, il più delle volte, a loro spese, si sono acquistata una buona fama sul mercato ristretto dell'antiquariato librario.
Consigli ai bibliofili (1954)

 

Saba diede a Trieste un'attività libraria antiquaria di fama nazionale con l'essenziale contributo di Carlo Cerne, il celebre Carletto, verso cui il poeta nutrì fino alla fine affetto e riconoscenza.

 

Non credo di essere immodesto se dico che il mio intuito mi ha rare volte ingannato. Cito, come un esempio, il buon Carletto che, ventiquattro anni or sono, ho scelto di primo acchitto fra non so quanti concorrenti, quasi tutti più brillanti, quasi tutti con maggiori titoli di lui; uno di questi aveva perfino al suo attivo – come mi disse appena si
trovò alla mia presenza – venticinque spedizioni punitive; e tutti i clienti della Libreria possono dire oggi se mi sono allora ingannato.
Se fossi nominato governatore di Trieste

 

Mi accompagnava (a Livorno) – fungendo al solito da SuperIo – il fedele Carletto. Anche questo mio famoso impiegato (ora mio socio) aveva, fra molte virtù, «alcune sue umane stranezze». La più grande forse era quella di reagire a tutte le mie, ad alta voce, e senza mai lasciarsi sfuggire la più piccola occasione.
Innamorato, e per le mie stesse buone ragioni, di Livorno, mi disse: «Qualche volta, malgrado il suo pessimo carattere, è un piacere, signor Saba, vivere in sua compagnia».
Ricordi-Racconti, Tommaso Salvini e il mio terribile zio

 

Ogni tanto avevo occasione di passare nella sua libreria e un giorno assistetti a una scena interessante tra lui e un cliente che contrattava col commesso Carletto la vendita di alcuni libri e non andavano d'accordo sul prezzo.
Dopo un po' intervenne Saba dicendo: «Non le sembra che Carlo abbia con lei troppa pazienza?
I libri hanno un prezzo, chi vuole li compera e chi no, lo lascia stare. Io ho comprato intere biblioteche e non ho mai contrattato tanto.»

Marcello Fraulini, Incontri con Saba

 

LIBRERIA ANTIQUARIA
MORTI CHIEDONO A UN MORTO LIBRI MORTI.

ILLUSIONE NON HO CHE MI CONFORTI
IN QUESTO CARO AL BUON CARLETTO NERO
ANTRO SOFFERTO. UN TEMPO AL MIO PENSIERO
PARVE UN RIFUGIO, E AGLI ORRORI DEL TEMPO.
MA QUEL TEMPO È PASSATO OGGI, E LA VITA
CON LUI, CHE AMAVO. E DI SENTIRMI INERME
ESCLUSO PIANGO COME TU PIANGEVI
QUANDO ERI ANCORA UN BAMBINO E PERDEVI
TRA LA FOLLA LA MADRE TUA AL MERCATO.
Quasi un racconto