Lettura e mercato antiquario: un convegno a Lucca sulla figura di Giuseppe Martini

Nei giorni 17 e 18 ottobre si è svolto presso la Biblioteca Statale di Lucca un convegno internazionale dedicato alla figura di un illustre libraio antiquario, “Da Lucca a New York a Lugano. Giuseppe Martini libraio tra Otto e Novecento”, cui era collegata anche una preziosa mostra bibliografica. L’ottimo riscontro di pubblico e la qualità culturale dell’evento hanno dato ragione ai promotori della iniziativa, il Comune di Lucca, lo Studio Bibliografico Maurizio Pera e il Centro di Ricerca Europeo Libro Editoria Biblioteca (CRELEB) dell’Università Cattolica. Si è trattato del primo tentativo italiano ed europeo di ricostruire la storia e le vicende di un libraio attivo tra fine Ottocento e la prima metà del XIX secolo. Quindi, anche da un punto di vista metodologico, il convegno ha offerto un indispensabile banco di prova per comprendere le tipologie di fonti da impiegare, il modo per interpretarle, la stratificazione delle informazioni. Quello del mercato antiquario del libro è infatti un settore finora sostanzialmente sfuggito alla lente dello storico, sconcertato da un lato dalla difficoltà di reperire informazioni di prima mano, dall’altra dalla massa dei dati forniti dai cataloghi di vendita (una volta reperiti...). Come muoversi? Come leggere quei dati? Quale storia esattamente ricostruire? Il percorso di Martini (1870-1944), tra i discontinui studi pisani, gli inizi dell’attività imprenditoriale a Lucca, il repentino trasferimento a New York e il lento sviluppo di una stimatissima attività statunitense, il definitivo trasloco e insediamento a Lugano dove proseguì l’attività almeno sino al 1942, ha fornito un terreno ricco e complesso perché studiosi e professionisti del settore potessero cimentarsi. Inoltre Martini fu autore di alcuni doni importanti, all’archivio di stato di Firenze e, per lascito testamentario, all’archivio capitolare di Lucca, dai cui magazzini provengono manoscritti, libri antichi e pergamene documentarie poste in mostra. Il risultato finale dei lavori (si è già messa in moto la macchina per la pubblicazione degli atti) è stato una panoramica ricca, profonda e innovativa sulla sua figura e l’attività della libreria antiquaria in ambito internazionale. Così hanno anche confermato gli interventi di Marco Paoli direttore della Statale di Lucca, mons. Marcello Brunini direttore dell’Archivio Storico Diocesano, Norbert Donhofer dell’associazione internazionale dei librai e Fabrizio Govi dell’associazione italiana, Paolo Tiezzi della Società Bibliografica Toscana. Dagli approfondimenti bibliografici di Alessandro Ledda e Carmelo Cintolo al quadro del contesto culturale e antiquario di Laura Giambastiani e Piero Scapecchi, dall’analisi dei cataloghi librari offerta da Luca Rivali e da chi scrive alla ricostruzione dei rapporti col mercato internazionale di William Stoneman e Annette Popel Pozzo, dalla presentazione del lascito alla città di Lucca offerta da Elisabetta Unfer Verre e Fiammetta Sabba sino alle conclusioni di Klaus Kempf, si è trattato di un percorso storicamente fondato verso la ricostruzione di un’inedita vicenda culturale, in particolare centrata sulla storia della creazione dei fondi librari americani dedicati alla cultura italiana. Allora si coglie qui uno dei punti focali dell’iniziativa: dopo gli scandali di questi ultimi anni, riscoprire una storia del mercato del libro antico italiano che sia storia non di sottrazioni dolose, ma della valorizzazione del patrimonio e dello sviluppo della sua conoscenza nel mondo.

Edoardo Barbieri

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