RICORDO DI GIUSEPPE MONGE

In ricordo di Giuseppe Monge

Se la professione del libraio è la diretta estensione sul piano commerciale di un amore totale per il libro, pochi come Giuseppe Monge hanno incarnato così degnamente tale figura.

Proprio l'amore fisico per il libro, il coinvolgimento completo per esso anche a livello tattile e sensoriale era ciò che colpiva subito in Monge, libraio "impuro" in quanto sempre diviso, nella sua bibliofilia, tra collezionismo ed esigenze commerciali.

Chi lo ha conosciuto può testimoniare della sua eccezionale memoria e competenza, maturata in quasi 60 anni di accanita e amorevole ricerca, da quando, ancora adolescente, scovava i nuclei della sua futura collezione nei mercati o sulle bancarelle di una Torino (città rimasta poi oggetto preferenziale ma non esclusivo dei suoi studi e delle sue raccolte) in cui era eccezionale la circolazione libraria e vivacissima la cultura dell'antiquariato cartaceo.

Monge incarnava la figura del libraio totale, in grado di informare del contenuto dei libri, di consigliare e di istruire l'acquirente prima ancora di rendere il libro oggetto di commercio, in un circolo virtuoso ed inscindibile fra cultura e commercializzazione che oggi raramente si incontra; fu sempre prodigo di consigli e di aiuti a quanti si recavano nella sua bella libreria di piazza Savoia, dando prova, oltre che della sua sapienza professionale, di un eloquio intessuto di una ricchezza infinita di aneddoti. Storie di librai e di personaggi che gravitavano intorno al mondo del libro scaturivano costantemente dalla sua conversazione come ombre di un tempo lontano riportate in vita e restituite a una dimensione attuale.

Proprio per questo è importante ricordarlo in un mondo sempre più burocratico e spersonalizzato, dove figure come la sua sono sempre più rare e rimpiante. A.M.