Ricordo di Marcello Tabanelli

Il “Mercante di Stampe” era il carissimo collega MARCELLO TABANELLI, che è mancato all’alba dello scorso 18 Aprile a causa dell’ennesima crisi cardiaca.
Nato nel 1931, dopo la laurea e dopo avere sposato Rosalba, si trasferì a Bruxelles e lavorò alla CEE per vari anni, coltivando al tempo stesso la conoscenza e l’amore per l’arte grafica, dalle origini al Novecento, quindi per le incisioni originali d’artista in silografia, all’acquaforte e in litografia.
Nel 1968 la passione per la grafica prevalse sulla carriera diplomatica e Marcello decise di divenire mercante, aprendo in corso Venezia a Milano la sua galleria di stampe d’arte antiche e, particolarmente, del Novecento. Grazie alla sua cordialità nei rapporti con clienti e colleghi italiani ed esteri e, soprattutto, grazie alla conoscenza e competenza acquisita in materia, la galleria divenne presto un punto di riferimento per i collezionisti di grafica internazionale, affiches e “livres d’artiste” di tutta Europa.
Per una decina d’anni Tabanelli ha fatto parte del Consiglio dell’ALAI, contribuendo con la sua saggezza, la sua cultura, e la sua preziosa umanità, agli interessi dell’Associazione. Lo ringraziamo per questo.
Da gourmet e raffinato cuoco qual era, ci piace ricordarlo a cena in un ristorante parigino, dopo una giornata trascorsa a caccia di libri illustrati francesi.
Tabanelli, insieme alla sua compagna di vita e di lavoro, alla fine degli anni ’90 trasferì la galleria in Foro Bonaparte. Qui Rosalba, alla quale vanno le nostre affettuose condoglianze, continuerà con pari passione l’attività di Marcello.
Per il Consiglio Direttivo dell'ALAI
il Presidente Umberto Pregliasco

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o avuto il piacere di conoscere meglio Marcello Tabanelli durante una mostra d'arte contemporanea, Arte Fiera a Bologna, nel 1994.
Avevamo tentato, unici librai antiquari, lui di grande esperienza Bruno ed io quasi agli esordi, di sondare il mondo dell'arte allora e tuttora così incomprensibilmente lontano dal mondo del libro. Alcuni mitici libri d'artista lui, cataloghi di mostre storici e futurismo noi, c'era di che spaziare nel panorama dell'avanguardia e di che ammaliare, ci auguravamo, quel pubblico che comprava quadri o sculture - a volte orrendi - e che ai libri pareva tanto refrattario.
Quell'edizione di Arte Fiera restò l'unica a cui partecipammo. Ma a Bruno e a me rimase l'eco dei racconti del «Mercante di Stampe» e i suoi consigli, che cosa si poteva cercare, trovare e proporre tra Bruxelles e Parigi, che diceva Chagall, dove si ritrovavano i Cobra, che facevano a Milano gli spazialisti, e molto altro in felice confusione, stando in ascolto come i bambini fanno oh. Infine in un momento l'ennesimo di noia, Tabanelli si sedette esausto nel nostro stand: «Inventiamoci un movimento d'avanguardia, facciamo un manifesto», se non che nel ricordo rivedo lì con noi e molto interessato alla cosa Sergio D'Angelo, artista suo coetaneo che manifesti ne aveva scritti per l'arte nucleare. Ma io non ricordo, né Bruno, se D'Angelo fosse davvero presente o se l'avesse materializzato il racconto di Marcello Tabanelli.

Paolo Tonini
L'Arengario S.B.