Una Grande Mostra del Libro italiano

Mostra del libro italiano

 

Patrimonio bibliografico nazionale tra biblioteche, librai e collezioni private
Biblioteca nazionale centrale di Roma - Sala Conferenze
giugno - luglio 2020

 
La produzione libraria italiana ha un ruolo fondamentale nella storia del libro e il suo prestigio è stato riconosciuto in due grandi mostre del primo Novecento: la Mostra Storica dell'Arte della Stampa in Italia, inaugurata a Lipsia nel 1914, e la successiva Exposition du Livre Italien, allestita nel 1926 presso la Bibliothèque nationale e il Musée des Arts Décoratifs di Parigi, il cui cata- logo si apre con questa affermazione: «L'Italie est depuis vingt siècles la terre du livre».


La mostra che sarà allestita a Roma nel 2020, nella prestigiosa sede della Biblioteca nazio- nale centrale di Roma e in stretta collaborazione con l'Associazione Librai Antiquari d'Italia (A.L.A.I.), vuole rendere visibile al grande pubblico come e quanto l'Italia sia effettivamente da oltre venti secoli la terra del libro, in un percorso che illustrerà – come già avvenuto a Lipsia e Parigi – la complessità del patrimonio librario italiano, conservato non solo in biblioteche istituzionali, ma anche in librerie antiquarie e in collezioni private nazionali e internazionali. Una eccezionale mostra che vuole quindi offrire, coniugando pubblico e privato, un rinnova- to modello di virtuosa sinergia, in cui i 200 capolavori esposti dialogheranno insieme in una straordinaria e condivisa narrazione della storia del libro italiano, del commercio antiquario e del gusto collezionistico.


Tali temi saranno, inoltre, approfonditi in convegni e conferenze organizzati durante il periodo di apertura della mostra, nonché nell'ampio catalogo che sarà pubblicato a corredo.


La comunicazione sarà assicurata non solo attraverso siti e canali istituzionali, organi di stam- pa, emittenti televisive e social media, ma anche attraverso un programma di visite guidate e incontri rivolti a un pubblico più vasto e eterogeneo. La mostra e tutte le iniziative connesse saranno a ingresso libero e gratuito.

 

Progetto


La produzione libraria italiana – sia manoscritta che a stampa – ha un ruolo fondamentale e riconosciuto nella storia del libro: i codici copiati negli scriptoria medievali, i raffinati manoscritti umanistici miniati, la pura eleganza delle edizioni impresse da Aldo Manuzio, i primi libri a stampati in caratteri greci e orientali, le splendide legature rinascimentali, i cicli di silografie di gusto popolare o le incisioni eseguite dai grandi maestri italiani hanno sempre esercitato un fascino particolare nel mondo del collezionismo. Tutte le grandi biblioteche pubbliche europee e americane considerano la ‘sezione italiana' una sorta di fiore all'occhiello: sarà sufficiente pensare agli eccezionali codici conservati fino alla fine del Quattrocento nella biblioteca Visconti-Sforza di Pavia e oggi vanto della Bibliothèque nationale di Parigi, alla immensa collezione di volumi antichi a stampa italiani posseduta dalla British Library di Londra, all'eccellenza del disegno rinascimentale italiano custodita presso la Pierpont Morgan Library di New York, o alla straordinaria raccolta aldina conservata nella biblioteca della University of California di Los Angeles.


Nei primi decenni del XX secolo, due grandi mostre hanno riconosciuto l'importanza e il prestigio del libro italiano.
Nel 1914 fu inaugurata a Lipsia – nell'ambito della Esposizione Internazionale di Arti grafiche – la Mostra Storica dell'Arte della Stampa in Italia, dedicata a illustrare la magnificenza del libro italiano dal Quattrocento al Settecento. Nel 1926 seguì l'altrettanto spettacolare Exposition du Livre Italien, allestita presso la Bibliothèque nationale e il Musée des Arts Décoratifs di Parigi, il cui catalogo si apre significativamente con questa affermazione: “L'Italie est depuis vingt siècles la terre du livre”. Queste due leggendarie mostre hanno avuto in comune sia l'intento celebrativo, sia la volontà di proporre un percorso espositivo che – attraverso i preziosi e rari libri selezionati – mettesse in scena non solo i grandi copisti, miniatori, tipografi, legatori e incisori italiani, ma anche gli altri tre protagonisti essenziali del mondo del libro: le biblioteche, i librai antiquari, i collezionisti privati.


In entrambe le occasioni furono infatti esposti non solo magnifici libri conservati da importanti biblioteche pubbliche, ma anche una selezione di altrettanto superbi manoscritti ed esemplari a stampa concessi in prestito sia da collezionisti privati sia da grandi librai antiquari italiani, tra i quali Leo S. Olschki, Ulrico Hoepli, e Tammaro De Marinis. La mostra che qui si presenta nasce da una identica volontà.


Grazie alla collaborazione tra la Biblioteca nazionale centrale di Roma e la Associazione Librai Antiquari d'Italia (A.L.A.I.), la mostra vuole rendere materialmente visibile al grande pubblico la complessità del patrimonio librario italiano, conservato non solo in biblioteche istituzionali ma anche nelle librerie antiquarie e nelle raccolte private, nazionali e internazionali. Bibliotecari, librai antiquari e collezionisti vogliono quindi ripercorrere la via virtuosa indicata dalle ricordate esposizioni di Lipsia e Parigi, e lanciare una nuova sfida, presentando un percorso in cui libri di diversa provenienza possano dialogare insieme, offrendo inedite suggestioni e suggerendo nuove linee di ricerca.
Una occasione unica per rivolgere lo sguardo ai tanti ‘luoghi del libro', per ritrovare capolavori a torto considerati dispersi o perduti, e al contrario custoditi con infinita cura da raffinati collezionisti, o appassionatamente ricercati, riscoperti e riproposti dai librai. Collezionismo e mercato antiquario si intrecciano, del resto, nella storia delle stesse biblioteche pubbliche italiane, i cui fondi storici hanno la loro origine in collezioni di principi o signori, ordini religiosi e università, per essere poi arricchiti nel tempo grazie all'ingresso di altre raccolte private e ad acquisti di singoli volumi effettuati presso librerie antiquarie. In questo senso la storia stessa della Biblioteca nazionale centrale di Roma, non a caso scelta come sede della mostra, è esemplare.

 

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