Italian Classics
Il più influente trattato italiano di architettura del Seicento - 1615

Data 01/12/2020       Categoria Italian Classics
Autore Admin

Il più influente trattato italiano di architettura del Seicento - 1615

SCAMOZZI, Vincenzo (1548–1616). Dell’idea della architettura universale. Venezia, a spese dell’autore (Giorgio Valentino), 1615.

 

PRIMA EDIZIONE del più influente trattato italiano di architettura del Seicento. Dei dieci libri previsti nel piano originario, l’autore, prima di morire, riuscì a completarne solamente sei: i primi tre, il sesto, il settimo e l’ottavo.

Profondamente influenzato da Andrea Palladio, con la cui opera dovette costantemente confrontarsi e dalla cui figura rimase in parte schiacciato, Scamozzi riuscì nella sua opera a codificare in modo rigoroso e definitivo la dottrina dei cinque ordini architettonici, che rappresenta il contributo più originale dell’architettura rinascimentale italiana.

Il libro tratta di urbanistica, del progetto della città ideale, di architettura domestica, di giardini, di fontane, di materiali e tecniche edilizie. L’esposizione vera e propria dei cinque ordini è riservata al libro sesto, che, tradotto in varie lingue e pubblicato anche separatamente, divenne il più influente manuale d’architettura del secolo, avendo grande diffusione soprattutto nel Nord Europa.

Originario di Vicenza, dove ricevette una prima educazione dal padre Giandomenico, imprenditore edile legato a Sebastiano Serlio, nel 1572 Vincenzo Scamozzi si trasferì a Venezia, dove ebbe modo di approfondire i trattati di Vitruvio e di Palladio.

Al suo rientro a Vicenza, realizzò vari edifici privati, tra cui la celebre Villa Pisani di Lonigo. Inoltre, dopo la morte di Palladio (1580), completò alcune delle sue opere incompiute, come il Teatro Olimpico, di cui costruì la scena prospettica in legno.

Dopo il 1580 lavorò nuovamente anche a Venezia, realizzando lo Statuario, primo museo pubblico in Europa, e le Procuratie Nuove in Piazza San Marco. Fu poi attivo a Castelfranco Veneto, a Bergamo, a Palmanova e a Sabbioneta, dove costruì il teatro.

Scamozzi fu un architetto dotato di notevole erudizione. Sviluppò la lezione di Palladio, creando uno stile personale di grande rigore formale. Morì a Venezia il 7 agosto del 1616.

 

Descrizione fisica. Sei libri in due volumi in folio. Volume I: frontespizio inciso in rame, pp. (14), 90, 2 bianche, (91-95), 96-218, (4), 219-352, 2 bianche, (31), 1 bianca con 36 xilografie a piena e doppia pagina e 4 tavole in rame a doppia pagina nel testo [le pagine 125-128 sono ripetute, mentre la tavola doppia posta tra le pp. 193-194 è priva di numerazione]; Volume II: titolo inciso, pp. (10), 172, (4), 173-269, 1 bianca, (4), 271-370, (21), 1 bianca con 6 figure in legno e 40 tavole in rame, di cui una su doppia pagina, nel testo [le pagine 233-234 sono omesse nella numerazione].

F. Govi, I classici che hanno fatto l'Italia, Milano, Regnani, 2010






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