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Lettera di protesta del Presidente ILAB alle autorità italiane

Data 01/12/2020       Categoria Articles and Publications
Autore Admin

Lettera di protesta del Presidente ILAB alle autorità italiane

Comunichiamo la Lettera di Protesta e il Memorandum inviato dal Presidente dell'ILAB, Norbert Donhofer alle autorità italiane.

Please find hereafter the Memorandum sent today by ILAB President Norbert Donhofer to the Italian Authorities.

Veuillez trouver ci-après le Memorandum envoyé ce jour par Norbert Donhofer, président de la LILA, aux autorités italiennes (la version française est après la version anglaise)



DE CARO E I FURTI AI GIROLAMINI - NOTA UFFICIALE DI PROTESTA DELL’ILAB
Dalla primavera del 2012 la questione degli ingenti furti nella Biblioteca Girolamini e nelle altre biblioteche italiane ha impegnato sia la giustizia italiana, sia la Lega Internazionale dei Librai Antiquari (ILAB). L’ILAB è consapevole che si tratta di una questione complicata. Come indagato principale, Marino Massimo de Caro, ha accuratamente, e in parte con successo, cercato di occultare le tracce del saccheggio al patrimonio nazionale. L’ILAB ha tuttavia offerto, dal mese di aprile 2012 in poi, il suo aiuto e la sua collaborazione per cercare di chiarire questa grave questione in molti modi, offerta che, purtroppo, non è mai stata accettata e non ha neppure ricevuto risposta dalle autorità italiane. Gli ultimi sviluppi in questo caso, l'arresto del commerciante danese Christian Westergaard e la confisca di undici libri del suo magazzino, non danno all’ILAB altra scelta che annunciare una nota ufficiale di protesta contro le autorità inquirenti italiane. Tale nota di protesta sarà inviata ai funzionari italiani del Ministero della Cultura e a quelli del Ministero della Giustizia nonché a bibliotecari, giornalisti e pubblico di tutto il mondo.

MEMORANDUM DELL’ILAB ALL’ ATTENZIONE DELL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA ITALIANA
Nel marzo 2012, il professor Tomaso Montanari è stato il primo a rendere noto un saccheggio culturale che sembrava limitato alla Biblioteca dei Girolamini di Napoli. Ora sappiamo che il direttore della biblioteca, Marino Massimo de Caro, aveva esteso i suoi furti anche ad altre biblioteche italiane: Montecassino, biblioteca comunale di Napoli, biblioteca del Ministero dell'Agricoltura, biblioteca del Seminario di Padova, e l'Osservatorio Biblioteca Ximenes di Firenze. Poco dopo la scoperta del furto, le autorità italiane avevano annunciato che quattro libri della Biblioteca Girolamini erano stati messi in vendita presso la casa d’aste Zisska e Schauer a Monaco di Baviera (asta numero 59 - maggio 2012), e avevano provveduto a fare si che questi fossero posti sotto sequestro dalla polizia tedesca. La casa d'aste aveva quindi rimosso tutti i libri da questa vendita (540 opere), consegnandoli alle autorità tedesche di Monaco, dove sono tutt’ora conservati.

L’allora Presidente dell’ILAB, Arnoud Gerits, aveva informato i membri dell’Associazione tramite una lettera aperta, offrendo immediatamente assistenza e cooperazione alle autorità inquirenti italiane per far emergere la verità su questo scandalo. Quando Tom Congalton è stato eletto nuovo presidente dell’ILAB, nell'autunno 2012, ha rinnovato alle autorità italiane la volontà dell’ILAB di adoperarsi in ogni modo possibile per arrivare alla verità. Entrambe le offerte, così come molte altre fatte successivamente, sono rimaste senza risposta da parte delle autorità competenti.

L'8 aprile 2013 il Presidente dell’Associazione Italiana Librai Antiquari (ALAI) Fabrizio Govi, in un discorso alla Library of Congress, ha tentato di ripercorrere il percorso criminale di Marino Massimo de Caro. Il 16 dicembre 2013 Nicholas Schmidle sul 'New Yorker', ha descritto nel dettaglio come l'ex direttore della Biblioteca Girolamini fosse stato ulteriormente implicato. Sia il discorso pronunciato da Fabrizio Govi sia l'articolo di Nicholas Schmidle, sono stati portati all'attenzione delle autorità italiane.

Nel 2013 il libraio antiquario italiano Giuseppe Solmi è stato arrestato dai Carabinieri italiani, e rilasciato poco dopo, con l'accusa di essersi occupato di libri rubati da una delle biblioteche in cui Marino Massimo de Caro operava. Il 2 agosto dello stesso anno, Herbert Schauer, della casa d’aste Zisska e Schauer, è stato arrestato su mandato d'arresto europeo, ed estradato in Italia alcune settimane dopo, accusato di associazione a delinquere e di avere trattato dei libri rubati da una delle biblioteche in cui era attivo Marino Massimo de Caro. Herbert Schauer è stato condannato all'inizio dell’estate a una pena detentiva di cinque anni, nel frattempo il suo arresto è stato revocato dalla Corte di Cassazione italiana.

Il caso più recente, legato a questa vicenda, riguarda il libraio antiquario danese Christian Westergaard arrestato alcune settimane fa di fronte alla sua famiglia, anche lui con l'accusa di aver fatto commercio di libri rubati da una delle biblioteche in cui operava Marino Massimo de Caro. In realtà, Christian Westergaard è stato rilasciato lo stesso giorno, ma gli undici libri a lui sequestrati dalla polizia danese sono stati trattenuti in custodia. La cosa più sconcertante di quest'ultimo caso è il fatto che tutti gli undici libri avevano fatto parte anche del catalogo di Zisska e Schauer (asta 59) e quindi erano già stati controllati dalle autorità tedesche fin dal maggio 2012. Per tutti gli undici libri sequestrati, Christian Westergaard è stato poi in grado di dimostrare quando, dove e da chi li aveva acquistati, compresi anche i libri che aveva comprato alla vendita Macclesfield, da Sotheby a Londra nel 2006.

Pochi giorni prima dell'inizio della prima asta di Philobiblon / Bloomsbury di Roma, i Carabinieri hanno confiscato tutti i lotti della vendita su ordine del tribunale di Napoli, sospettando che alcuni di questi fossero stati rubati dalla biblioteca dei Girolamini. Il Presidente dell’ALAI, Fabrizio Govi, ha nominato due periti indipendenti per verificare i libri: Daniele Danesi e Stephen Parkin. Costoro hanno riferito che non un solo libro dell'asta potrebbe essere ricondotto a una biblioteca pubblica italiana.
l’ILAB protesta con forza contro questo approccio poco professionale da parte delle autorità italiane. Un semplice sguardo alle liste dei pezzi catalogati a Monaco di Baviera avrebbe mostrato immediatamente che i libri sequestrati in Danimarca non potevano essere quei volumi che sono stati rubati da Marino Massimo de Caro, né sembra essere chiaro alle autorità inquirenti che nella stragrande maggioranza dei casi i libri sono stati, in ogni epoca, stampati in più esemplari e che questi esemplari si differenziano tra loro per lo stato di conservazione, la rilegatura o la provenienza.

L’ILAB protesta anche contro il fatto che, attraverso tali procedure adottate dalle autorità italiane, dei rispettabili cittadini e uomini d'affari vengano sospettati di azioni criminali vedendo compromessa, per leggerezza, la loro reputazione. Lo shock vissuto dalle famiglie degli arrestati in circostanze poco dignitose è qui menzionato per dovere di completezza.
L’ILAB protesta anche contro il fatto che, come conseguenza di queste misure, un'intera professione venga stigmatizzata e perda la sua credibilità agli occhi dei propri clienti privati e istituzionali nonché a quelli delle banche, una credibilità conseguita in anni di attività.

L’ILAB è ben lungi dal voler dare consigli alla magistratura italiana, ma rinnova la sua offerta di piena collaborazione con le autorità competenti per arrivare a chiarire queste azioni criminali. Fornendo competenze necessarie per distinguere le diverse copie dello stesso titolo, potremmo essere di aiuto nel prevenire il ripetersi di eventi potenzialmente imbarazzanti e inutili come lo sfortunato arresto di Christian Westergaard. Ancora una volta l’ILAB chiede alle autorità italiane di fornire l'elenco, o gli elenchi, dei libri sottratti che potrebbero essere inclusi nel nostro database dei libri rubati.
Come Presidente dell’ILAB, sarei felice di incontrare le autorità competenti in qualsiasi momento.

Norbert Donhofer, presidente ILAB

DE CARO AND THE GIROLAMINI THEFTS - OFFICIAL NOTE OF PROTEST OF ILAB
Since spring of 2012 the issue of the massive thefts in the Girolamini Library and other Italian libraries had kept busy both the Italian Justice as well as the International League of Antiquarian Booksellers (ILAB). ILAB understands fully that this is a complicated issue as the main suspected person, Marino Massimo de Caro, has carefully - and partly successfully - tried to cover up the traces of plundering he had left in the National Heritages. ILAB has, however, offered from April in 2012 onwards its help and cooperation to clear up this mess in many ways, an offer, which unfortunately had never been accepted and had not even been answered by Italian authorities. The latest developments in this case - the arrest of the Danish dealer Christian Westergaard and the confiscation of eleven books out of his stock - gives ILAB no other choice as to announce an official note of protest against the department of investigation. This note of protest will be sent to officials in both the Ministry of Culture of Italy and the Ministry of Justice of Italy, and it will be spread out to librarians, journalists, and the public worldwide.

MEMORANDUM OF ILAB TO THE ITALIAN JUDICIARY
In March 2012 Professor Tomaso Montanari first brought to light a cultural theft, which then appeared to be limited to the Girolamini Library, based in Naples. We now know that the Director of the library at the time, Marino Massimo de Caro, widened his trail in plundering through other libraries in Italy as well: Montecassino, Naples Municipal Library, Ministry of Agriculture Library, a Seminary in Padua, and the Ximines Observatory Library in Florence. Soon after the discovery of the theft the Italian authorities announced that four books from the Girolamini Library were offered in Auction 59 (May 2012) at the Munich Auction House Zisska and Schauer, and arranged for them to be seized by the German police. The auction house thereupon recalled all books from this consignment - a total of 540 titles - and handed them over to the German authorities in Munich, where these books have been stored to this day.

The President of ILAB at the time - Arnoud Gerits - then informed the members of ILAB in an open letter and he immediately offered his assistance and cooperation to the Italian investigating authorities to uncover the truth of this scandal. When Tom Congalton was elected the new President of ILAB in the autumn of 2012, he gave renewed assurances to the Italian authorities of ILAB’s willingness to assist in every conceivable manner to get to the bottom of this case. Both offers, as well as many others made subsequently, went unanswered by the Italian authorities.

On April 8 in 2013, the President of the Italian Association of Antiquarian Booksellers, ALAI, Fabrizio Govi, attempted to relate the criminal route of Marino Massimo de Caro in a speech in the Library of Congress; in the edition of the “The New Yorker” of December 16 in 2013, Nicholas Schmidle described in detail how the former Director of the Girolamini Library was further implicated. Both of these, the speech made by Fabrizio Govi and Nicholas Schmidle’s article, were also brought to the attention of the Italian authorities.

In 2013 the Italian antiquarian bookseller Giuseppe Solmi was arrested by the Italian Carabinieri, and released a short time later. The charge: dealing in books stolen from one of the libraries in which Marino Massimo de Caro was operating. On the 2nd of August of the same year the auctioneer Herbert Schauer was arrested on the strength of a European arrest warrant, and deported to Italy several weeks afterwards. The charge: dealing in books stolen from one of the libraries in which Marino Massimo de Caro was operating and participation in a criminal association. Herbert Schauer was condemned to a five-year prison sentence early this summer, but meanwhile the arrest of Mr. Schauer was lifted by the Italian Court of Cassation.

The latest case in relation to this affair concerns the Danish antiquarian bookseller Christian Westergaard. He was arrested several weeks ago in front of his family. The charge: dealing in books stolen from one of the libraries in which Marino Massimo de Caro was operating. To be sure, Christian Westergaard was released the same day, but the eleven books that had been secured by the Danish police during a mutual assistance procedure remained in safekeeping by the Danish police. The most astonishing thing about the latter case is the fact that all eleven books were also included in the catalogue of Zisska and Schauer's Auction 59 and hence had already been secured by the German authorities since May 2012. For all eleven of the books that had been secured by him, Christian Westergaard was subsequently able to prove when, where and from whom he had acquired them. This includes also books he had acquired from the Macclesfield Auction at Sotheby’s in London (2006ff).

It was only a few days before the start of the first auction of Philobiblon/Bloomsbury (Rome) when the Carabinieri confiscated all lots of the auction by order of the court at Naples. It was suspected that some books of this auction had been stolen from the Girolamini library. The President of ALAI, Fabrizio Govi, appointed two independent experts to check the books, and Mr. Danesi and Mr. Parkin reported that not a single book of the auction could be traced back to an Italian Public Library.

ILAB protests against this unprofessional approach by the Italian authorities in the strongest terms. A simple glance at the lists of the items stored in Munich would have shown straightaway that the books seized in Denmark could not possibly be those volumes that were stolen by Marino Massimo de Caro, nor does it appear to be clear to the investigating authorities that in the vast majority of cases there are naturally a number of copies of printed books, whatever age they may be, that differ in their state of preservation, binding, or provenance.

ILAB further protests against the fact that, through the procedures chosen by the Italian authorities, respectable citizens and business people are falling under suspicion of criminal actions and consequently their reputations are being frivolously compromised. The shock experienced by the families of those arrested under undignified circumstances is also mentioned here for the sake of completion.

ILAB is also protesting against the fact that, as a result of these measures, an entire profession is being stigmatized and might be at risk of losing its credit standing with private and institutional clients, as well as banks, which has taken decades to build up.
ILAB is a long way from giving advice to the Italian judiciary, but we are renewing our offer to the investigating authorities to assist in having these criminal actions thoroughly cleared up and to cooperate unconditionally. By providing you with some expertise required to differentiate between different copies of the same title, we might be able to help prevent a repetition of potentially embarrassing and unnecessary events such as the regrettable arrest of Christian Westergaard. Once again ILAB requests the Italian authorities to provide us with lists of the stolen books which could be included in our stolen books database. As President of ILAB, I would be happy to meet with the relevant authorities at any time.

Norbert Donhofer, President of ILAB

MEMORANDUM DE LA LILA À L’ATTENTION DES AUTORITÉS JUDICIAIRES ITALIENNES
En Mars 2012, Monsieur le professeur Tomaso Montanari a été le premier à mettre en évidence un pillage culturel qui avait alors semblé se limiter à la Bibliothèque Girolamini basée à Naples. Nous savons maintenant que le directeur de la bibliothèque de l'époque, Marino Massimo de Caro, avait élargi ses pillages à d'autres bibliothèques en Italie : Montecassino, la Bibliothèque municipale de Naples, la Bibliothèque du Ministère de l'agriculture, un séminaire à Padoue, et la bibliothèque de l’Observatoire Ximines à Florence. Peu de temps après la découverte du vol, les autorités italiennes avaient annoncé que quatre livres provenant de la Bibliothèque Girolamini avaient été mis dans la vente publique numéro 59 (mai 2012) à Munich chez Zisska et Schauer, et avaient fait le nécessaire pour les faire saisir par la police allemande. La maison de vente a alors retiré tous les livres de cette vente - un total de 540 titres - et les a remis aux autorités allemandes à Munich, où ces livres sont stockés à ce jour.

Le Président de la LILA de l'époque - Monsieur Arnoud Gerits - avait de suite informé les membres de la LILA par une lettre ouverte et avait immédiatement proposé son aide et sa coopération aux autorités italiennes chargées de l'enquête pour faire ressortir la vérité sur ce scandale. Lorsque Monsieur Tom Congalton a été élu nouveau président de la LILA à l'automne 2012, il a donné de nouvelles assurances aux autorités italiennes à propos de la volonté de la LILA à les aider par tous les moyens possibles pour faire éclater la vérité. Ces deux offres, ainsi que de nombreux autres faites par la suite, sont restées sans réponse de la part des autorités italiennes.

Le 8 Avril 2013 Monsieur Fabrizio Govi, Président de l'Association italienne de la Librairie Ancienne, l’ALAI, a tenté de raconter la trajectoire pénale de Marino Massimo de Caro dans un discours à la Bibliothèque du Congrès; dans l'édition du 'The New Yorker' du 16 Décembre 2013, le journaliste Nicholas Schmidle a décrit en détail la façon dont l'ancien directeur de la Bibliothèque Girolamini avait été impliqué. Ces deux éléments ont également été portés à l'attention des autorités italiennes.

En 2013, le libraire antiquaire italien Giuseppe Solmi a été arrêté par les carabiniers italiens, et remis en liberté peu de temps après. L’accusation : avoir fait commerce de livres volés dans une des bibliothèques dans lesquelles Marino Massimo de Caro opérait. Le 2 Août de la même année, le commissaire-priseur Herbert Schauer a été arrêté sur la foi d'un mandat d'arrêt européen, et extradé vers l'Italie quelques semaines plus tard. L’accusation : avoir fait commerce de livres volés dans une des bibliothèques dans lesquelles Marino Massimo de Caro opérait et association de malfaiteurs. Herbert Schauer a été condamné à une peine de prison de cinq ans au début de l'été mais depuis, l'arrestation de M. Schauer a été levée par la Cour de cassation italienne.

Le dernier cas relatif à cette affaire concerne le libraire antiquaire danois Christian Westergaard. Il a été arrêté il y a plusieurs semaines devant sa famille. L’accusation: avoir fait commerce de livres volés dans une des bibliothèques dans lesquelles Marino Massimo de Caro opérait. Pour sûr, Christian Westergaard a été libéré le jour même, mais les onze livres qui ont été saisis par la police danoise au cours d'une procédure d'assistance mutuelle ont été gardés par la police danoise. La chose la plus étonnante dans ce dernier cas est le fait que ces onze titres faisaient partie du catalogue de la vente aux enchères numéro 59 de Zisska et Schauer et donc avaient déjà été saisis par les autorités allemandes en mai 2012. Concernant les onze livres qui ont été saisis chez lui, Christian Westergaard a par la suite été en mesure de prouver quand, où et auprès de qui il les avait acquis. Cela inclut également des livres qu'il avait acquis lors de la vente aux enchères Macclesfield chez Sotheby à Londres (2006ff).

Ce n'est que quelques jours avant le début de la première vente aux enchères de Philobiblon / Bloomsbury (Rome) que les carabiniers ont confisqué tous les lots de la vente par ordre de la cour de Naples. Certains livres de cette vente étaient soupçonnés d’avoir été volés dans la bibliothèque Girolamini. Le président de l'ALAI M. Fabrizio Govi a nommé deux experts indépendants pour vérifier les livres, et M. Danesi et M. Parkin ont indiqué que pas un seul des livres de la vente ne pouvait être provenir d’une bibliothèque publique italienne.

La LILA proteste dans les termes les plus forts contre cette approche non professionnelle de la part des autorités italiennes. Un simple coup d'oeil sur les listes des livres stockés à Munich aurait montré d'emblée que les livres saisis au Danemark ne pouvaient pas être ceux volés par Marino Massimo de Caro, et il ne semble pas que les autorités chargées de l'enquête sachent que dans la grande majorité des cas, les livres ont de tout temps été imprimés en plusieurs exemplaires, et que ces exemplaires diffèrent par leur état de conservation, leur reliure ou leur provenance.
La LILA proteste également contre le fait que, à travers les procédures choisies par les autorités italiennes, des citoyens respectables et des gens d'affaires sont soupçonnés d'actes criminels et par conséquent leur réputation se retrouve compromise. Le choc subi par les familles des personnes arrêtées dans des circonstances indignes est également mentionné ici dans un souci de ne rien oublier.

La LILA proteste aussi contre le fait que, à la suite de ces mesures, toute une profession est en train d’être stigmatisée et risque de perdre son crédit auprès de ses clients privés et institutionnels ainsi qu’auprès des banques, lequel crédit a pris des décennies à construire .
La LILA est loin de vouloir donner des conseils à la magistrature italienne, mais nous renouvelons notre offre de pleine coopération aux autorités chargées de l'enquête pour aider à éclaircir ces actions criminelles. En vous fournissant une expertise nécessaire pour distinguer entre les différentes copies d’un même titre, nous pourrions être en mesure d'aider à prévenir une répétition d’événements potentiellement embarrassants et inutiles comme l'arrestation regrettable de Christian Westergaard. Une fois de plus la LILA demande aux autorités italiennes de nous fournir la ou les listes des livres volés qui pourraient être inclus dans notre base de données de livres volés.
En tant que président de la LILA, je serais heureux de rencontrer les autorités compétentes à tout moment.

Norbert Donhofer, Président de la LILA


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